Parroco vicentino: «Zonin, restituisci i soldi»

Pubblichiamo la lettera aperta all’ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, che il parroco di Ospedaletto, don Marco Bedin, ha scritto sul foglio parrocchiale.

Signor Zonin,

le racconto una storia: un giorno Gesù passò a Gerico e alzando gli occhi dalla folla vide un uomo arrampicato su un sicomoro. Lo fissò e si autoinvitò a mangiare a casa sua. Durante il pranzo questo ricco (ma non tanto onesto) signore di nome Zaccheo si alzò e disse: «ecco Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto».  Vede signor Zonin, la soluzione a tutti i suoi guai è semplice semplice: lei è ricco, ricchissimo per la precisione. E siamo tutti abbastanza smaliziati per capire che può cedere quote, reintestare, riassettare, ma lei da questa storia non ne esce comunque povero. Restituisca un po’ dei suoi soldi a chi ne ha persi tanti per colpa sua.

Non è difficile! Non lo faccia perché glielo impone la giustizia di uno stato ma perché nella sua coscienza è maturato qualcosa! Stai tranquillo: facendo quattro conti da massaia anche restituendo praticamente tutto ai piccoli risparmiatori che avevano creduto nei titoli della banca popolare (proprio perché popolare) e che si fidavano di lei (proprio perché sembrava una persona onesta), lei non andrà mai a finire a vivere con mille euro al mese. Vivere con mille euro al mese è un’avventura che non fa per lei, lo sappiamo ma vuole continuare a camminare e vivere nella sua città camminando a testa alta? Restituisca quello che con la menzogna ha “rubato”. Faccia come Zaccheo, si fidi.

Scelga lei se passare alla storia come un farabutto o come un uomo con un minimo di dignità. Non guardi alle porticine che i potenti di questo mondo aprono e chiudono sentendosi come Dio in terra al di sopra del bene e del male: lo sa bene che le porte del regno dei cieli le aprono i giusti e i poveri. Se li faccia amici finché può. Quello che lei sente nei suoi confronti dalla gente che ha frodato non è odio: è senso della giustizia e viene direttamente da Dio: non si lamenti e lo ascolti! La soluzione è semplicissima ed è scritta da duemila anni  nel vangelo: io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto. Solo così potranno risuonare finalmente e per la prima volta alle sue orecchie e in mezzo ai suoi sterminati vigneti le beate parole di Gesù: oggi la salvezza è entrata in questa casa!

P.s. non si prenda la briga di rispondere: sa come siamo fatti noi veneti… giudichiamo di più le persone da quello che fanno che da quello che dicono.

Don Marco Bedin