Tanko, la perizia: non è arma da guerra

Il tanko? Non è un’arma da guerra. Lo certifica una perizia dei consulenti del Ris di Parma, depositata ieri in tribunale a Rovigo, che ha analizzato la pala cingolata sequestrata due anni fa nel capannone di Casale di Scodosia (Padova). Si ridimensionano dunque le accuse nei confronti di ben 18 “Serenissimi” indagati dalla Procura di Brescia per fabbricazione di macchina da guerra, un filone dell’inchiesta generale per associazione eversiva. Secondo la perizia, il cannone da 12 millimetri del tanko armato di biglie d’acciaio non sarebbe in grado di colpire un obiettivo posto a due metri e mezzo di distanza e nemmeno di infrangere un vetro anti-sfondamento.

Tuttavia l’accusa potrebbe chiedere ulteriori accertamenti rispetto all’incidente probatorio: i test infatti non sarebbero stati compiuti con la dovuta accuratezza scientifica. Ad esempio non sarebbro stati utilizatti i proiettili sequestrati ai venetisti e il cannoncino sarebbe stato separato dal mezzo. Inoltre non sono state effettuate prove di resistenza ai danni del mezzo.