Banche venete, servono quasi 4 miliardi

Le (ex) Popolari Venete alla caccia di 4 miliardi di euro. Questo circa, l’importo necessario a consolidare Banco Popolare (1 miliardo), Veneto Banca (1 miliardo) e BpVi (1,763 miliardi) prima dell’ingresso in Borsa.

Bp, in attesa della fusione con Popolare di Milano, ha ritrovato solidità patrimoniale sotto la guida di Pier Francesco Saviotti, ma per rispondere alle esigenze della Bce deve trovare un miliardo: secondo Il Corriere di oggi non dovrebbero esserci problemi e fondi istituzionali e retail dovrebbero dividersi i costi. In tal senso, sono arrivati segnali importanti dai fondi di BlackRock, appena tornati sopra il 5% del capitale del gruppo.

Più complicata la situazione per Veneto Banca e BpVi. Veneto ha convocato un’assemblea dei soci per il 5 maggio, mentre l’aumento da un miliardo sarà garantito da Banca Imi. Nel frattempo si dilatano i tempi della quotazione in Borsa: da aprile si è passati ormai a giugno. Sul piano delle alleanze, si vocifera di un interesse da parte di Bper (Modena), operazione che appare però non gradita alle autorità di Vigilanza.

Sfumato l’interesse del fondo americano Fortress, per BpVi sembra essere rimasta in gioco solo la strada dei fondi pubblici, con Cdp e Fondazioni ex bancarie in testa. Nel frattempo, Consob vigila sull’aumento di capitale: secondo quanto riporta sempre il Corriere, non sarà possibile pagare le nuove azioni con lo scoperto di conto corrente, ma solo tramite contanti. Il primo trimestre rivela conti tutt’altro che in buona salute e sembra necessaria quanto prima la quotazione in Borsa.