Spritz e street food a Padova, business da 5 milioni

Il Mattino di oggi riporta i dati del nuovo rapporto Appe, l’associazione padovana dei pubblici esercizi. Il giro d’affari è stimato fra i 4 e i 5 milioni di euro. Da un lato un mondo di eccessi e causa di disagio, dall’altro un pezzo importante dell’economia padovana. Con le sue specificità, tanto che c’è chi invoca l’istituzione di una nuova figura, quella del “sindaco della notte”, una strada già percorsa da alcune città europee come Amsterdam, Zurigo, Parigi, Tolosa e Londra. «Una boutade elettorale» la definisce Filippo Segato, presidente dell’Appe, «può andare bene per Rimini, ma non all’ombra del Santo».

Due invece le proposte concrete avanzate dall’associazione: innanzitutto «riconoscere sconti sulla tassa rifiuti» per quei locali che installano servizi di videosorveglianza e si dotano di appositi steward, e istituire poi «un referente unico con funzione di coordinatore tra i vari soggetti, come questura, Comune, Siae e altri. Una persona in grado di far sedere allo stesso tavolo baristi, tassisti e forze dell’ordine». Lo scopo? Sburocratizzare. Lo ribadisce anche Federico Contin, inventore del Naviglio dello Spritz, critico sulla «marea di carte» su cui s’imbatte chi vuole organizzare l’intrattenimento serale: «c’è ancora molta confusione e gli imprenditori sono lasciati soli, soggetti a multe e sanzioni.» Anche per Nicola Rossi di Confesercenti «potrebbe servire una persona che aiuti ad affinare i meccanismi di reciproca convivenza. Negli anni scorsi – continua Rossi – avevamo ideato il town center manager».