Mose, Cacciari: «autocritica da tutti»

Processo per le tangenti Mose. L’ex sindaco Cacciari commenta lapidario: «non mi interessa». Lo afferma in un’intervista concessa al Corriere del Veneto. Dove aggiunge: «Il problema è politico. Ci sono i colpevoli che dentro l’affare Mose hanno rubato. Ma la vera colpa, il vero peccato originale stanno nel progetto, portato avanti con pervicacia per un ventennio, e nella formula del concessionario unico. Io non ho mai saputo nulla, anche perché avrei denunciato i ladri: ma cercarli non era il mio ruolo».

«Di fronte a tutto questo è facile prendersela solo con chi ha rubato», dice il filosofo, puntando il dito contro chi il Mose l’ha sempre sostenuto: «Tutta la stampa nazionale ha sempre appoggiato il progetto Mose pancia a terra. Nessun governo o ministro, né di centrodestra, né di centrosinistra, ha mai ascoltato le mie denunce fatte in tutte le sedi, dai Comitatoni alla Corte dei Conti. Io avevo detto che c’erano problemi tecnici e finanziari, dalle cerniere ai costi di manutenzione. Forse servirebbe un po’ di autocritica per tutti».

E sul “sistema consorzio”, Cacciari afferma: «enti e associazioni anche benemeriti e trasparenti, non potevano che andare dal Consorzio. Il Comune stesso lo fece, penso alla mostra sul trentennale dell’acqua alta». Mentro Orsoni «con il Mose non c’entra, il finanziamento illecito è un’altra cosa. Mi continua a sembrare incredibile – proseuge – che possa aver fatto questo errore, mi auguro che dimostri la sua innocenza. E poi non aveva senso pagarlo, il Mose era irreversibile».

Infine, una battuta sul sindaco Brugnaro, che vorrebbe fosse il Comune a decidere quando alzare il Mose: «Assurdo. Dev’essere una struttura tecnica e terza, è una decisione delicatissima. O Brugnaro vuole salire sul campanile di San Marco e gridare quando vede l’acqua alta?».