Maltrattamenti a scuola, evitiamo la caccia al mostro

Sullo stress degli insegnanti i dirigenti devono arrangiarsi come possono. Anche se valutarne il rischio é obbligatorio

Nelle scorse settimane nella scuola materna di San Gottardo sui Colli Berici, si è registrato l’ennesimo episodio di prepotenze nei confronti dei bambini da parte di una maestra. La lettura di queste notizie ci induce ad alcune considerazioni. Sgombriamo il campo, in premessa, sulla veridicità o presunzioni dei fatti segnalati, in quanto non ci competono e sono sempre complessi per la presenza di diversi attori (genitori, docenti, dirigenti forze dell’ordine e altri). Dall’esterno è difficile valutare perché le dinamiche soggettive s’intrecciano con quelle oggettive. Evitiamo, in ogni caso, la caccia al mostro.

La frequente ripetizione di notizie simili ci porta, invece, a contenuti più generali che investono l’istituzione scolastica. In primo luogo simili episodi ci portano a sostenere la presenza sempre più diffusa di docenti con “stress di lavoro correlato”, riconosciuto dalla legge sulla prevenzione e sicurezza. Come i minatori hanno il rischio di contrarre la silicosi, così i docenti hanno il rischio di essere stressati. Tanto più che l’età anagrafica dei docenti è sempre più alta. Rimanere in aula molte ore con più di 15 bambini di quattro o tre a cinque anni a più di sessant’anni, non è proprio una passeggiata.

Il problema normativo che si pone è legato alla rilevazione dello stress, obbligatorio per legge. A volte si usano questionari di rilevazione non adatti e spesso si sceglie un responsabile della sicurezza all’esterno, esperto in misure antincendio o della stabilità dell’edificio, non molto adatto a rilevare il burnout (o sindrome da stress) che è materia forse di psicologia. Non essendoci un euro a bilancio su questo tema, i dirigenti scolastici, obbligati per legge a organizzare i corsi e i docenti a frequentarli, rattoppano la strutturazione dell’aggiornamento con scarsi esiti di efficacia e di efficienza. La valutazione del rischio dello stress è obbligatoria, ma come farla scientificamente è questione aleatoria, per cui il clima di benessere, elemento fondamentale per costruire la “buona” scuola, non è certo ai primi posti. Un medico autorevole, Vittorio Lodolo D’Auria, sta impegnandosi a ogni livello per diffondere queste pratiche preventive per lo stress da lavoro correlato e speriamo abbia ascolto prima o poi al ministero.

Oltre ad essere un tema legato alla medicina preventiva e alle norme sulla sicurezza, i maltrattamenti sono a volte conseguenza estrema della difficile relazione adulti/bambini, tra autorità e autorevolezza, tra scuola e famiglia. Nel libro del filosofo Marchel Gauchet “Il figlio del desiderio” si sostiene che il nostro secolo è caratterizzato dalla “sacralizzazione del bambino”, che comporta la mitizzazione dell’infanzia, con tutte le conseguenze derivanti dalle aspettative dei genitori. Si tende a fare ricadere sulla scuola tutta la responsabilità di “fare crescere” il bambino e il ragazzo. Salvo poi intervenire se, un docente, esprime valutazioni negative sui comportamenti del figlio. Si apre così un conflitto: da un lato un atteggiamento iperprotettivo dall’altro il bisogno di autorità. A chi spettano i compiti? A causa di questa indeterminazione, conseguono tensioni e difficoltà di dialogo.

Il manifestarsi di sintomi anche forti e , al limite patologici, di autoritarismo derivano spesso da un rapporto conflittuale non risolto fra scuola e famiglia, che poi è la raffigurazione della nostra società in cui prevale l’assenza di rispetto dei ruoli e delle assunzioni di responsabilità, in sintesi l’oscillazione fra permissivismo e autoritarismo. Spetta comunemente al dirigente gestire i conflitti, in quanto esterno alle parti in competizione. La loro negoziazione, infatti, dovrebbe essere la norma prioritaria per esercitare la vera leadership positiva, che permette di individuare i motivi fondamentali che possono generare tensioni interpersonali e risolverli prima che degenerino. Il benessere all’interno della scuola dipende dalle azioni di miglioramento del clima interpersonale.