«Trivelle, Zaia fermi estrazioni su terraferma»

Archiviato il referendum sulle trivelle in mare, il dibattito veneto si sposta sulle trivelle di terra (qui un approfondimento di Vvox). È il M5S e in particolare il senatore Enrico Cappelletti a sollevare il tema dell’impianto Appenine Energy di Nervesa della Battaglia (Treviso). Zaia (foto, dall’archivio) è accusato dai pentastellati di «predicare bene e razzolare male». Chiarisce il punto il capogruppo M5S in Regione, Jacopo Berti: «potrebbe venire il sospetto che il suo attivismo fosse legato soltanto alla carica antirenziana che il referendum ha finito per assumere», afferma Berto, «noi vogliamo credere nella sua coerenza, che la sua fosse una battaglia nel merito e non ideologica. Per questo ci attendiamo che Zaia faccia di tutto per fermare anche le estrazioni in terraferma».

Se dalla Regione rispondono che il via all’impianto nel Montello è un fatto tecnico, non è dello stesso avviso l’esponente Pd Andrea Zanoni: «non è vero che la Regione non può fare nulla. Può controllare, verificare, interloquire con le autorità di controllo. E tra queste ci sono l’Arpav e il Genio civile, che non dipendono certo dallo Stato. Insomma, i margini per intervenire ci sono». Secca la replica dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin: «tutto ciò che potevamo fare è stato fatto, con prescrizioni severissime, il coinvolgimento dell’Arpav, del Genio e perfino dell’Istituto di Oceanografia e di Geofisica di Trieste. Solo a Collalto ci sono 10 stazioni di controllo».