10 domande (e risposte) su BpVi

L’intervento del fondo Atlante ha sventato il rischio di bail-in, ma apre scenari del tutto inediti per la Popolare di Vicenza. Non solo perché il veicolo gestito da Quaestio sgr diventerà azionista di maggioranza di una banca che finora è stata una cooperativa non quotata, ma anche perché la società è destinata a tornare sul mercato dopo almeno 18 mesi di ristrutturazione. Se insomma la continuità aziendale non è più a rischio, le incognite all’orizzonte sono molte e i prossimi mesi potrebbero riservare numerose sorprese. MF-Milano Finanza ha raccolto alcuni degli interrogativi che stanno circolando con maggiore insistenza sul mercato.

1 L’aumento di capitale sarà integralmente sottoscritto?
Sì. Anche se l’offerta si è chiusa con un inoptato intorno al 92%, il fondo Atlante è subentrato a Unicredit nella garanzia sull’intero stock con un accordo di subunderwriting. Vista l’entità dell’intervento, il veicolo è stato autorizzato da Bce e Bankitalia a superare il 50% di Bpvi, mentre Consob ha concesso l’esenzione dall’obbligo di opa. Grazie a questo paracadute la banca potrà raggiungere i requisiti patrimoniali concordati con la Bce, cioè un Cet1 intorno al 12,7%, con un eccesso di capitale stimato in 550 milioni.

2 A che cosa è servita la ricapitalizzazione?
L’operazione da 1,5 miliardi, messa in cantiere nell’estate scorsa, è stata concordata con la Bce per irrobustire una fragile posizione patrimoniale, con un Cet1 sceso al 6,65% a fine 2015. In particolare, la banca doveva far fronte all’impatto del cosiddetto capitale finanziato, cioè i finanziamenti correlati all’acquisto di azioni e quantificati in 1,14 miliardi.

3 Dopo l’aumento la banca si quoterà in borsa?
Alla luce dell’esito della ricapitalizzazione l’ipo è un’ipotesi abbastanza remota, che tuttavia non può essere ancora esclusa. Il regolamento di Borsa Italiana prevede un livello minimo di flottante pari al 25% del capitale per garantire liquidità al titolo. Se lo stock di azioni negoziabili fosse nettamente inferiore, Borsa e Consob potrebbero interdire a Bpvi lo sbarco sul listino. L’alternativa è che la commissione guidata da Giuseppe Vegas riconosca la quota di Atlante come flottante. L’ipotesi è controversa perché, se è vero che gli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) vengono spesso riconosciuti come flottante, in questo caso la quota rappresenta di fatto una partecipazione di controllo.

4 Che cosa potrebbe accadere in caso di mancata quotazione?
Anche se l’ipo era tra le condizioni poste da Bce, il mancato sbarco sul listino non dovrebbe compromettere il futuro della banca. Tanto più che la garanzia di Atlante non è in discussione. Il fondo potrebbe mettere in scaletta una nuova quotazione in un periodo di 18 -24 mesi. Un’operazione che, secondo il presidente di Quaestio sgr Alessandro Penati, potrebbe avvenire «a un prezzo più alto» rispetto a quello di oggi grazie al lavoro di ristrutturazione svolto nel frattempo e a multipli più favorevoli per il comparto bancario.

5 Come sarà la governance dopo l’ingresso di Atlante?
Anche se deterrà la schiacciante maggioranza del capitale, Quaestio sgr non è interessata a intervenire nella gestione ordinaria della banca. L’attuale top management dovrebbe insomma essere confermato per portare avanti il piano industriale. In ogni caso la sgr voterà sulla nomina degli amministratori «attenendosi a stringenti requisiti di indipendenza», come spiegano le slide presentate venerdì 29. La prossima scadenza in tal senso sarà l’assemblea di giugno, quando i soci saranno chiamati a rinnovare il cda.

6 Quale sarà il destino di azionisti e obbligazionisti?
L’intervento di Atlante ha messo in sicurezza la banca, sventando il rischio di bail-in. Per quanto riguarda i titoli subordinati, l’annuncio del salvataggio sta sostenendo già da qualche settimana le quotazioni, che a inizio anno erano calate a picco. Solo per fare un esempio, nell’ultimo mese l’high yield Bpvi 9,50% 2025 ha guadagnato quasi il 22%. Decisamente più seria è la situazione degli azionisti, che dopo la pesante svalutazione subita hanno in gran parte deciso di disertare l’aumento, subendo una diluizione fino al 99,3% (prezzo a 10 centesimi). Chi però ha scommesso sulla ricapitalizzazione potrebbe avere piacevoli sorprese in futuro, anche in caso di mancata quotazione. Anche se oggi sono penny stock illiquide, le azioni potrebbero rivalutarsi al momento dell’uscita di Atlante grazie a una fusione o una quotazione.

7 Quali sono le prospettive industriali per la Popolare di Vicenza?
Atlante si è qualificato come anchor investor con l’obiettivo di sostenere la ristrutturazione e il rilancio della banca. In pista c’è peraltro già un piano industriale che prevede un target di utili netti superiore a 200 milioni nel 2018 e a 300 milioni nel 2020, mentre il rote dovrebbe attestarsi rispettivamente al 5,6 e all’8,2%. La strategia prevede un focus sui ricavi core (in particolare sulle commissioni nette legate alla crescita delle masse gestite), una razionalizzazione della presenza territoriale e lo sviluppo del modello hub and spoke e delle filiali cash light.

8 La banca cederà npl ad Atlante?
È molto plausibile, anche se per il momento non ci sono ancora contatti in tal senso. Oggi l’istituto ha un rapporto tra sofferenze nette e crediti del 7,5%, con un costo del credito del 5,29%.

9 La banca si fonderà?
Si tratta certamente di una possibile exit strategy per Atlante. Già in passato peraltro il management aveva sondato l’interesse del mercato senza però ottenere risultati concreti. Durante la presentazione di venerdì 29 i vertici di Quaestio hanno comunque tenuto aperte anche altre strade: «La Bce ha detto che possiamo usare tutte le possibilità», ha spiegato Penati. «Se ho una banca, posso quotarla e vendere le azioni, posso fonderla o spacchettarla, fare una nuova ipo a un prezzo di negoziazione più elevato o posso fare una scissione degli npl con qualche altra banca. Le possibilità sono tante».

10 La banca farà un’azione di responsabilità contro gli ex vertici?
Dopo il voto contrario dell’assemblea dello scorso 26 marzo, l’ad Iorio ha confermato che ora «ci sono tutte le evidenze formalizzate perché il nuovo cda prenda una scelta molto consapevole».

Luca Gualtieri
Milano Finanza
30 aprile 2016

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