Zaia: «niente eresie, il tiramisù è trevigiano»

Sulla paternità del tiramisù, il presidente del Veneto, Luca Zaia, non vuole sentire eresie: è trevigiano. «Punto e basta. Se altri hanno copiato hanno fatto bene perchè è il più buono» – ribadisce Zaia che fa pollice verso al libro di una Casa Editrice di Firenze, presente al Salone di Torino, nel quale se ne sostiene l’origine friulana. «Sulla paternità del Tiramisù possono anche scrivere che l’hanno inventato in Bulgaria – chiarisce Zaia -, ma la realtà storica, documentata e certificata persino con un atto notarile è scolpita nella pietra: lo ha inventato Ada Campeol, con l’aiuto del cuoco Paolo Loli Linguanotto, alle Beccherie di Treviso, in quella culla della gastronomia tipica che si chiama Veneto».

«Non è la prima volta che si tenta di scippare a Treviso questa eccellenza – aggiunge -. In tutti i settori il meglio viene clonato, dalla Ferrari, ai grandi vini, alle grandi firme della moda. Il libro in questione – prosegue – raccoglie anche la bellezza di 23 variazioni sul tema: dimostrazione lampante che si sta parlando d’altro, perché il dolce a cucchiaio più famoso del mondo è uno e solo uno, quello della Ada delle Beccherie di Treviso. Gli altri, friulani, milanesi, siciliani, francesi, tedeschi o altro saranno magari buoni, ma sono un’altra cosa».