Commissione Ecomafie: «Regione Veneto connivente»

Attacco durissimo della Commissione ecomafie sul caso del dirigente Fabio Fior. L’ex dirigente della Tutela Ambientale in Regione venne arrestato nell’ottobre 2014 con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al peculato, all’abuso di ufficio, al falso, alla malversazione. Condannato a tre anni con il rito abbreviato, ora torno al centro delle attenzioni con la pubblicazione di un dossier di 400 pagine curato dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti. In commissione era stato ascoltato anche il presidente Luca Zaia. Il 27 novembre 2014, Zaia dichiarò: «La vicenda di Fior, tanto per non girarci attorno, risale al 2010 e riguarda un dipendente che non era più all’Ambiente, perché con noi il dottor Fior è passato all’Energia. Dal 2010, con la mia elezione, il dottor Fior non si occupava più di ambiente».

Ma per la Commissione Zaia non è convincente: «i controlli interni della Regione Veneto – si legge sul dossier, citato oggi dal Mattinonon hanno in alcun modo funzionato e ciò è avvenuto per lunghi anni, anche dopo il suo trasferimento nel 2010 dal settore Ambiente al settore Energia e nonostante che molti fossero sicuramente a conoscenza di quanto accadeva negli uffici regionali, manipolati da Fior Fabio e dai suoi sodali». I reati commessi da Fior, accusa la Commissione, sono stati permessi anche «dalle “coperture” illecite di cui godeva nei vertici della struttura amministrativa regionale, con tutto quello che ne consegue in termini di opacità della stessa azione amministrativa regionale che, all’evidenza, si poneva al servizio dell’illecita attività che, purtroppo, Fior ha potuto impunemente svolgere nell’intera regione, per circa tre lustri, in modo continuativo e programmato». Secondo la Commissione, la vicenda Fior è «espressione dell’elevato livello dell’inquinamento politico e amministrativo delle istituzioni regionali venete».

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