BpVi e Vb, denunce ai direttori

A Jesolo 300 segnalazioni, l’ipotesi é la truffa

Circa 300 segnalazioni da parte dei correntisti del Veneto Orientale di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, a cui potrebbero far seguito denunce penali ai direttori e ai funzionari che hanno consigliato gli investimenti. Consigli che hanno poi fatto sì che i correntisti si trovassero in mano delle azioni che non valgono più quasi nulla. Secondo l’avvocato di San Donà e delegato Adusbef Luca Pavanetto, «i casi segnalati se visti in un quadro d’insieme rappresentano una situazione sconvolgente per gli investitori».

«Gli istituti Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca – ha spiegato alla Nuova Venezia Pavanetto – prospettando guadagni sicuri senza costi aggiuntivi, hanno indotto i correntisti ad investire i risparmi di una vita in proprie azioni che oggi hanno un valore irrisorio se non prossimo allo zero». «Ma non solo, le azioni si sono poi scoperte come impossibili da vendere, già fin dal loro acquisto», aggiunge Pavanetto che ha raccolto le segnalazioni dei correntisti.

Ma l’avvocato di San Donà si spinge oltre. «Oltre alla tutela civilistica che ho già avviato per dare piena difesa ai diritti dei clienti – prosegue poi il legale – ritengo necessario procedere anche con una valutazione penale del comportamento di banche e funzionari. L’aver prospettato agli investitori l’acquisto di azioni bancarie “sicure” senza metterli in guardia sui rischi può in astratto configurare anche gli artifizi e raggiri riconducibili alla truffa».

(Ph. da jesus.ch)