Ferrarin (M5S): «la verità sulla mia indagine»

Pubblichiamo la dichiarazione inviataci stamane dall’avvocato Marco Ellero, legale di Daniele Ferrarin (consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Vicenza, indagato per bancarotta fraudolenta) in relazione agli articoli pubblicati ieri da questo giornale online, dal titolo “2014, in Veneto un (mini) caso Pizzarotti” e “Caso Ferrarin 2014, precisazione“.

Facciamo presente che non rispondono al vero né le affermazioni contenute nel primo articolo, né quelle relative alla “rettifica”.
Tutti gli stipendi e le buste paga dei dipendenti, come degli amministratori  e soci lavoratori della ELNAR srl sono stati regolarmente pagati, contabilizzati ed iscritti a bilancio. La contestazione della Procura riguarda una mancata delibera, in sede di assemblea sociale, relativa allo stipendio degli amministratori.
E’ una questione tecnica e formale di cui né Daniele Ferrarin, né il suo socio e co-amministratore, si occupavano in prima persona, avendo dato mandato per tali incombenze ad uno studio di commercialisti. Peraltro, la necessità o meno di tale tipo di delibera è stata a lungo dibattuta in giurisprudenza, risolvendo la questione le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, soltanto diversi anni dopo i fatti contestati ai due amministratori.
Tali informazioni, ivi comprese le deposizioni dei professionisti di cui sopra, sono state fornite ai magistrati del Tribunale di Vicenza e ci aspettiamo un’archiviazione delle posizioni degli amministratori.
Ci si riserva, chiaramente, ogni opportuna azione atta a tutelare i diritti e l’onorabilità del nostro assistito nelle sedi più opportune, in merito agli articoli sopra riportati.
avv. Marco Ellero

 

Faccio solo presente a mia volta che la precisazione contenuta nel secondo articolo corregge una parziale svista che ha come fonte comune un resoconto giornalistico dell’11 aprile 2014, già in parte richiamato nella stessa precisazione, che così riassumeva la vicenda: «Ferrarin è coinvolto nell’inchiesta non in quanto consigliere, ma per un suo precedente impegno in qualità di socio di un’impresa artigiana, che fu dichiarata fallita dal tribunale di Vicenza alcuni anni fa. Fra il 2007 e il 2008, con un artigiano suo socio, non avrebbe contabilizzato i loro stipendi nei bilanci aziendali, anche se i compensi vennero regolarmente elargiti dalla ditta. Per questa ragione i conti non sarebbero stati tenuti in ordine; l’ipotesi è che in questa maniera sia stato provocato un danno ai creditori. La società venne poi inglobata in un’azienda maggiore, che fu coinvolta in un’inchiesta della procura; ma a quel punto Ferrarin non faceva più parte della “srl” artigiana» (“Il consigliere grillino è indagato. Ipotesi di bancarotta fraudolenta”, Il Giornale di Vicenza, 11 aprile 2014). Il suddetto articolo non risulta essere stato mai rettificato e/o contestato.
Alessio Mannino