Veneto Banca/2: i nomi dei padovani

Tantissimi gli imprenditori padovani che rischiano di rimanere col cerino in mano per la svalutazione azionaria di Veneto Banca. Fra i casi più eclatanti riportati dal Mattino c’è sicuramente quello dei fratelli Celentano, figli di Antonio, fondatore della Jolly Pubblicità. I tre fratelli hanno investito complessivamente quasi dodici milioni di euro. Detto del Cottolengo, tre milioni di euro circa era invece il valore delle azioni del Nastrificio Victor di Piove di Sacco. Il presidente Luigi Rossi Luciani (foto, dall’archivio) siedeva pure in cda fino a pochi giorni fa: «Avremmo potuto approfittare della nostra posizione per vendere le azioni in tempi non sospetti, ma è stata una scelta consapevole non farlo».

Il docente della Bocconi e avvocato Carlo Rossi Chauvenet aveva azioni per un milione e 300 mila euro, Enrico Del Sole, ad di Corvallis, insieme alla moglie stava invece intorno ai 2 milioni. Nonostante questo rimane ottimista: «le possibilità di recupero sono molto ridotte», dice al Mattino, «tuttavia continuo a credere nel valore di Veneto Bnca e ritengo che con il nuovo cda possa recuperare credibilità e affidabilità. Certo – conclude – tutti ci attendiamo un’azione di responsabilità verso chi ha portato a questa situazione».

Altri pacchetti azionari milionari erano detenuti da: Antonella Banzato, Cazzaro Costruzioni, Giovanni De Santi, Paolo Paniz, Laura Riggo, Lorenza Cracco, Favio Franceschi, Delta Erre Spa, Luciano Babetto, Anna Benzon, Gastone De Stefano, Francisc De Zanche, Leopoldo Giacon, Giorgia Gallo, Ivo Telatin, Giuliano Michelotto, Lino, Nalesso, Krupps Srl, Ado Scantamburlo.

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