Verona, dopo Pedrollo quattro nomi in lizza

Iniziano a circolare le prime indiscrezioni sul successore del presidente locale di Confindustria, chiamato a Roma da Boccia. C’é anche l’ad di Glaxo

Grandi manovre in Piazza Cittadella, sede di Confindustria Verona. Bisogna sceglere il successore dell’attuale Giulio Pedrollo, imprenditore di San Bonifacio, chiamato come vicepresidente a Roma nella squadra di Vincenzo Boccia. A norma di statuto Pedrollo, che nella campagna elettorale per Confindustria nazionale si era schierato fin da subito con Boccia preferendolo al bolognese Alberto Vacchi, potrebbe mantenere il doppio incarico, ma a quanto pare preferisce dedicarsi completamente all’impegno nazionale, avendo ricevuto l’importante delega alla politica industriale (che poi è il suo mestiere). E così la direttrice di Confindustria Verona, la cinquantaseienne Rita Carisano, deve trovare la quadra tra le diverse anime di un’associazione scaligera che conta oltre 2 mila imprese, per un totale di 62 mila addetti.

Tra i confindustriali hanno cominciato a circolare i primi nomi. Secondo quanto si è potuto apprendere Michele Bauli, vicepresidente di Confindustria Verona e vicepresidente dell’omonimo gruppo dolciario, avrebbe declinato l’invito, impegnato com’è nel comitato di presidenza Upa, l’organismo associativo che riunisce le più importanti aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità e comunicazione e nel nuovo direttivo Advisory Board, territoriale Nordest di Unicredit. Sempre tra i giovani salgono le quotazioni del poco più che trentenne Carlo De Paoli, fondatore di “Injob”, un’azienda internazionale con uffici in tre continenti che ha fondato nel 2001 dopo essere stato dirigente di una multinazionale come la HR. Per un problema generazionale di alternanza con Pedrollo, potrebbe entrare in gioco però Luigi Carlon, classe 1939, l’amministratore unico di index, importante aziende di Castel d’Azzano che produce materiali tecnologicamente avanzati per l’edilizia. Ma c’è chi giura che potrebbe scendere in campo alla fine del giro anche un pezzo da novanta come Daniele Finocchiaro (in foto), l’amministratore delegato di Glaxo Smith Kline, la multinazionale farmaceutica. Finocchiaro, 49 anni è siciliano, ma da quasi 20 anni abita a Verona e ha sposato una veronese. Quello di Finocchiaro e un curriculum di tutto rispetto, che comprende la Laurea in Economia Internazionale alla Bocconi, il master in Economia Sanitaria all’Università di Tor Vergata e un’esperienza all’Università Indiana di Nuova Dheli.

Toccherà allora alla Carisano, con l’aiuto dei soliti vecchi saggi come Giordano Veronesi, contemperare gli interessi che qui sono rappresentati da una miriade di piccole e medie imprese. In ogni caso, chiunque sarà il nuovo presidente, ci sarà da portare a compimento il mandato di Pedrollo, che due anni fa aveva costruito una sua squadra e preparato un suo programma distribuendo deleghe a sette vicepresidenti. La casella é importantissima: inutile dire quanto valga la presidenza di un’associazione come Confindustria, in una città industriale come Verona.