Caro Manildo, annulla le multe fai-da-te

Reportage (quasi) da ridere sul caso delle contestatissime sanzioni per la sosta a Treviso

In un Paese come l’Italia, che è la quintessenza dell’ossimoro, é capitata una cosa strana. Quasi “eversiva”. Una nota ufficiale del ministero dei Trasporti ricorda che in tema di pagamento della sosta si applica la legge, quella del Codice della Strada. Ovvero se uno paga il posteggio in un parking pubblico solo per una parte, e per il resto sfora il tempo, non gli si può elevare una contravvenzione come se non avesse pagato. Gli si può solo far scucire la differenza. A meno che, s’intende, quel comportamento sia sanzionato diversamente da un regolamento comunale ad hoc, o non ci sia un espresso limite massimo per la sosta. In sostanza,  si ricorda ai Comuni che le multe fai-da-te non si possono fare.

Treviso quel regolamento ad hoc non ce l’ha. Eppure a chi sfora il limite, applica una vera e propria sanzione da 25 euro tondi che si riducono a 17,50 se paghi nel giro di cinque giorni. A qualcuno questo andazzo però non deve essere andato giù, tanto che per fare rispettare la legge ha chiesto l’intervento del giudice. E il tribunale della città della Marca deve avergli dato piena ragione. Così narra la Tribuna di Treviso, che in un suo recente approfondimento dà conto dell’imbarazzo del comandante della polizia municipale Roberto Manfredonia: «Siamo comunque di fronte a una sentenza, non a una legge – dice quest’ultimo non menzionando il fatto che anche le sentenze sono fonte del diritto – e quindi ora siamo in una fase transitoria, ma con i nostri uffici legali vogliamo arrivare a una soluzione entro giugno: prima analizzare a fondo la questione, poi adottare o meno un apposito regolamento per la sosta in città, che oggi non c’è…». Ma non c’è il rischio che comunque tutti i multati che non abbiano pagato per intero si mettano a fare ricorso? Risposta sincera: «È un rischio concreto».

Ora, definire rischio il caso in cui un cittadino chieda che venga applicata la legge, la dice lunga sulla “vis taxatoria” con cui certe amministrazioni considerino le sanzioni in tema di circolazione. Ma la domanda da farsi è un’altra. In tutti questi anni quanto ha incamerato in più rispetto al dovuto, il Comune di Treviso? Chi scrive, malauguratamente, può testimoniare che è tutto vero. Basta dare un’occhiata al verbale (anzi al “non verbale” secondo il recente pronunciamento dei giudici) elevato a mio carico il 12 maggio 2016. Avevo parcheggiato l’auto in piazzale Burchiellati nel centro storico del capoluogo della Marca alle 16,12 e pagato 1 euro per un equivalente di un’ora di sosta. Torno a prendere l’auto alle 18,55. E giustamente l’accertatore «8040» (non si sa bene se sia un umano, un umanoide o un drone) mi fa rilevare che ho sforato il tempo. Conoscendo la norma (il babbo per anni è stato comandante della Polstrada e il Codice della Strada mi è toccato sorbirmelo sin da piccolo) e conoscendo l’orientamento del ministero, mi preparo a pagare il dovuto, cioè la differenza, che ammonta a 2 euro scarsi. Mi trovo però di fronte alla sorpresina della “sanzione fai da te”. Ma la pago lo stesso e subito; un po’ per zelo, un po’ per togliermi la seccatura dai piedi.

Poi però faccio un attimo mente locale e mi dico: «Stavolta voglio saggiare di persona l’amministrazione per vedere se la sua buona volontà nel ripristinare un minuscolo frammento di liceità sia direttamente proporzionale con la celerità con cui ho pagato la multa». Prendetelo come l’uzzolo di uno che per una volta gioca a fare l’inviato di Striscia la Notizia.

Siccome nel diritto pubblico italiano esiste una fattispecie, quella dell’annullamento in autotutela di un provvedimento assunto contra legem, nei prossimi giorni invierò la mia bella raccomandata al Comune di Treviso, anticipando le richieste dell’annullamento della sanzione (fermo restando che all’erario municipale è comunque dovuta la differenza) per i motivi illustrati sopra con una bella e-mail a questo indirizzo: . Poi aspetterò la risposta dell’amministrazione. Che potrò rivelarvi però solo alla prossima puntata. Intanto se qualcuno ritiene di avere delle ragioni simili è caldamente consigliato a bussare alla porta di Ca’ Sugana. Il comandante dei vigili parla di «adottare un nuovo regolamento» che a tutt’oggi non esiste. Ma l’incombenza non sarebbe meglio lasciarla al consiglio comunale? Che cosa diremmo se un questore scrivesse di suo pugno una modifica al Testo Unico di Polizia? Qualcuno urlerebbe allo Stato, appunto, di polizia?

Da Treviso è tutto, Marco Milioni per “Striscia l’Avarizia”. Ultima postilla: il sindaco dem Giovanni Manildo è un avvocato, conoscerà la legge. La farà rispettare? Ultimissima postilla: già che c’é, perché non risponde a queste mie domande sul lotto della tangenziale?