Pedemontana, Coldiretti: «indennizzi in ritardo»

Anche la Coldiretti denuncia il mancato pagamento degli espropri della Pedemontana Veneta. Il presidente regionale Martino Cerantola (foto, dall’archivio) accusa: «Ci sono aziende lungo la fascia del tracciato della Pedemontana che da due anni attendono soldi di indennizzo e non vengono liquidate, senza avere più ovviamente neanche il reddito agricolo. C’è un ritardo spaventoso». Ma Cerantola critica anche l’impatto ambientale dell’opera: «fin dall’inizio pensavamo a un’opera molto più semplice, che togliesse gli attraversamenti a raso della nuova Gasparona e la allargasse. Non solo – aggiunge – si fa la galleria in zona Montecchio e di collegamento tra valle dell’Agno e Malo, ma se ci si limitava a portare la Pedemontana dal Trevigiano alla A31 Valdastico, che è un’arteria molto scorrevole, innestandosi lì per i collegamenti poi verso ovest lungo A31 e A4, non si sarebbe data la stessa risposta trasportistica senza sottrarre territorio alla provincia e risparmiando sui costi?».

Domande legittime, visti anche i numeri snocciolati da Cerantola nella sua intervista al Giornale di Vicenza: « il Veneto è la seconda regione italiana per quantità di territorio agricolo sacrificato per far spazio ad arterie stradali e ad edificazioni». E questo a fronte di un problema urbanistico rimasto irrisolto: «usciamo da anni di pianificazione urbanistica in cui continuiamo a sottrarre territori per realizzare le opere. Ma di fatto se guardo a un mio associato che deve spostarsi per portare a vendere i suoi prodotti da una parte all’altra del territorio, si trova in difficoltà. Questo sviluppo ha qualche falla. Se si pensa ai consorzi che devono portare i formaggi o le cooperative che piazzano i prodotti sul mercato veneto o nazionale, è chiaro che anche noi siamo utenti interessati alle infrastrutture: in Veneto non ci si muove bene. Si è fatta una pianificazione non proprio brillante».