Maschio (FdI): «Tosi aiutante di Alfano, fa pena»

Ex tosiano, oggi non ha dubbi: «a Verona nel 2017 il centrodestra al ballottaggio». Ed elenca tutte le promesse mancate del sindaco

Esponente storico di Alleanza Nazionale e fin dalla prima ora fondatore di Fratelli d’Italia, Ciro Maschio, 45 anni il prossimo mese di luglio, avvocato, non è uno che alimenta polemiche sui giornali. Non lo aveva fatto quattro anni fa, quando, dopo essere stato vicecapogruppo in consiglio comunale a Verona di quello che si chiamava PdL, se ne uscì in disaccordo con il vertice del partito a trazione berlusconiana per la candidatura “imposta dall’alto” di Luigi Castelletti, candidatosi nella lista civica del sindaco Flavio Tosi assieme ad altri amministratori pidiellini poi sospesi dal partito. Non lo ha fatto neanche recentemente, quando a sua volta ha lasciato il Tosi uscito dal Carroccio, che pure aveva riconosciuto come uno dei leader della Lega e portavoce a livello nazionale delle istanze del Nord. Nonostante tutto, in vista delle grandi manovre per le prossime amministrative del 2017, ritiene sempre necessario ricostruire il centrodestra scaligero con un vero ricambio generazionale. Con i tosiani ma senza Tosi? Con Forza Italia, ma quale? Intanto, c’é da analizzare quel che il sindaco Tosi ha fatto (o non ha fatto) in questi quattro anni. Glielo abbiamo chiesto, e lui ci ha dato risposte molto pepate.

Qual è il più grande fallimento di Tosi?
E’ stato quello di deludere nel secondo mandato tutte le aspettative e l’entusiasmo dei primi cinque anni. Gli scandali che hanno colpito alcuni dei suoi uomini più vicini e la malagestione hanno rotto il rapporto di fiducia coi cittadini. Si chiude un decennio inizato bene e finito senza grandi traguardi amministrativi. In questo momento Tosi non è in grado di dare una prospettiva politica a se stesso e al suo neonato movimento che non sia la mera sopravvivenza. Peccato, perchè tanti ci hanno creduto e si sono impegnati.

Quale è stata invece la promessa mancata che il sindaco pagherà di più alle comunali del 2017?
Più d’una. A cominciare dal traforo, per proseguire con la filovia e l’Arsenale, i cui cantieri ancora non si vedono, per non parlare della pietosa figura fatta fare alla città sulla Fondazione Arena e sul cimitero verticale.

Cosa lascia in eredità?
Eredità? Lascia un’amministrazione con pochi soldi – per colpa continui tagli e limiti di spesa imposti dai governi nazionali – che ha fatto alcune cose buone, ma che non ha realizzato i suoi principali obiettivi e non ha gettato le basi per nuove importanti scelte strategiche per il rilancio di Verona.

Quali sono i temi su cui da un certo momento in poi lei si è scontrato con questa giunta?
In primo luogo la scelta di Tosi di fare sempre più da stampella a Renzi e al centrosinistra, che ha avuto ricadute negative anche su molti temi locali. Fratelli d’Italia non poteva più sostenere politicamente un sindaco eletto col centrodestra e che, al pari di Fini, Verdini e Alfano finisce di fatto nel centrosinistra. Inoltre non abbiamo condiviso minimamente le scelte di Tosi sulla giunta e le aziende dopo le regionali. Era l’ultima occasione che aveva per fare un reset e cambiare radicalmente, riqualificare l’amministrazione e rilanciare una proposta per la città. Invece hanno prevalso logiche da fine impero.

Come si muoverà nell’arcipelago del centrodestra?
Fratelli d’Italia avrà un suo candidato da proporre agli alleati e alla città. Ma non si deve partire dal nome del candidato. La cosa che più conta è che stiamo lavorando per unire tutte le forze del centrodestra perchè a Verona, come in Regione, se il centrodestra è unito, vince. Quindi l’importante è compattare la coalizone, partiti del centrodestra e liste civiche di area, attorno a dei valori chiari e ad un programma serio per il rilancio della città. A quel punto con tutti gli alleati dovremo scegliere il nome che raccoglie il più ampio consenso e che avrà le maggiori possibilità di vittoria.

Sembra più facile a dirsi che a farsi…
I rapporti sono buoni sia con la Lega, con Forza Italia, con Battiti, con Giorgetti e con tutte le altre forze del centrodestra che si stanno avvicinando.

Intanto fate le prove generali con il referendum costituzionale d’autunno.
L’appuntamento del referendum di ottobre sarà la prima importante occasione per vedere chi sta nel centrodestra e vuole difendere la sovranità popolare e chi vuole assecondare la deriva antidemocratica di Renzi. Noi siamo convintamente impegnati per il no.

Ho paura però che su tanti temi troverete un terreno già arato da chi proviene dal centrodestra, ma che si trova a collaborare con il renzismo di governo. A Verona, ad anticipare quello che accadrà di qui a qualche mese, è già calato il leader di Ncd Angelino Alfano che ha già annunciato un nuovo partito per l’autunno, il “partito dei moderati”.
Devo fare un plauso a Confcommercio che ha scelto un tema fondamentale e ha fatto alcune proposte concrete. La sicurezza è una priorità per tutti. Purtroppo invitare Alfano a parlare di sicurezza è come invitare Schettino a parlare di navigazione. Il primo problema della sicurezza in Italia oggi è che i delinquenti vengono arrestati dalle Forze dell’ordine ma dopo poco tornano tranquillamente a delinquere facendosi beffe di chi li ha arrestati. In Italia non esiste la certezza della pena ed Alfano coi suoi governi nè è uno dei responsabili, visto che è stato complice di amnistie, indulti, “svuotacarceri”, depenalizzazioni, abolizioni del reato di immigrazione clandestina e fallimento totale nella gestione dell’emergenza profughi, nella quale oggi l’Italia oggi è ridotta ad una piattaforma extraeuropea costretta a subire un carico ingestibile.

Ha visto che Tosi si unisce ad Alfano?
Fa tristezza vedere Tosi ridotto a fare l’aiutante di Alfano. Sicuramente è importante che nel centrodestra cresca un partito di centro, ma per essere del centrodestra bisogna essere nel centrodestra, mentre Alfano non è credibile perché per le poltrone si è spostato di fatto nel centrosinistra.

Porti pazienza, avvocato Maschio, ma se al ballottaggio l’anno prossimo a Verona andassero un candidato sindaco Pd e un tosianissimo come Venturi, che pure lei ha recentemente criticato per il suo curriculum e la sua gestione in Agsm, cosa farete?
Al ballottaggio va il centrodestra e, se siamo uniti, vinciamo. Quindi il problema per noi non si pone.