Stretta creditizia, 1 miliardo in meno a Treviso

Crollo dei prestiti alle imprese nell’ultimo anno. Questo il risultato della analisi della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i dati sugli impieghi da febbraio 2015 a febbraio 2016 – ultimo dato disponibile. Solo a Treviso si è registrato un calo di un miliardo di euro, il 5,3% in meno: da 18,9 miliardi di euro a 17,9. Colpa dello scandalo Veneto Banca? Non solo, secondo il segretario della Cgia Renato Mason «Ad aver condizionato questo risultato pesano le tante crisi bancarie che si sono verificate in questo territorio, l’elevata crescita del numero delle sofferenze che hanno indotto molti istituti a chiudere i rubinetti del credito e – conclude Mason, citato sulle colonne della Tribuna – le forti svalutazioni che in questi anni hanno subito le garanzie reali che a suo tempo le imprese avevano offerto alle banche per ottenere i finanziamenti».

Se a Treviso le cose vanno male, nel resto del Veneto non si può certo sorridere: gli impieghi sono calati dappertutto, seppure con percentuali diverse. Nel complesso in regione i prestiti bancari sono diminuiti di 2,9 miliardi, il 3% in meno. Il dato nazionale si attesta a -1,8%: come risolvere questa flessione? «In primo luogo – argomenta Mason –bisognerà perseguire uno sviluppo economico meno bancocentrico, anche attraverso l’attuazione di politiche pubbliche di sostegno alle imprese, abbassando i costi energetici, favorendo gli investimenti infrastrutturali, riducendo le tasse, tagliando il cuneo fiscale e incentivando l’internazionalizzazione della nostra economia. In secondo luogo – proseuge – sarà necessario che gli istituti di credito si rafforzino patrimonialmente per rimettere in moto il flusso di denaro verso le imprese. Inoltre, le banche dovranno ritornare a gestire i propri bilanci con rigore e sobrietà, recuperando la fiducia dei risparmiatori».

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