Fusione BpVi-Vb? 3 mila posti da tagliare

L’allarme dei sindacati sulle conseguenze occupazionali se Atlante aggregasse i due istituti veneti

Il sindacato First Cisl stima che potrebbero essere circa tre mila i dipendenti a perdere il posto nell’eventualità di una fusione, orchestrata dal Fondo Atlante, tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. «E’ un piano industriale insostenibile – commenta il segretario generale della First Cisl di Treviso Massimo Paglini – è un problema di concentrazione del credito. Molti clienti delle due banche sono promiscui, ciò comporterebbe una riduzione significativa delle capacità di erogare credito del sistema bancario veneto».

Ci sarebbe quindi innanzitutto un danno al territorio sul fronte dei risparmiatori. Ma poi anche su quello dei dipendenti, oggi in tutto 11 mila distribuiti tra le due Popolari. «Ci troveremmo di fronte ad un problema di sovrapposizioni di personale, di asset, di sportelli, di direzioni – aggiunge Paglini – con un’inevitabile eccedenza di personale. Perchè il punto vero è la sostenibilità dei costi: i due istituti di credito hanno perso moltissima raccolta senza la quale non si generano ricavi e non si sostengono nuovi costi».