«Usura bancaria, tragedia silenziata»

La lettera: «é con vera tristezza assistere alle istituzioni che ignorano questo problema, a cominciare dal Commissario Governativo Antiracket e Usura»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Michelangelo Brichese sul rapporto tra banche e risparmiatori

La delinquenza e criminalità bancaria non sono più questioni marginali, come lo si voleva far credere negli ultimi due lustri. Oggi invece il delitto di usura bancaria insieme ad altri abusi, commessi dal sistema creditizio in generale, sono evidenti e diffusi in tutto il territorio nazionale. Una questione che affligge gli imprenditori e cittadini in maniera devastante, ed è con vera tristezza che si assiste alle istituzioni che ignorano questo problema a cominciare dal Commissario Governativo Antiracket e Usura, per finire con il mondo dell’informazione, che addirittura nega l’esistenza dell’usura bancaria.

Un fenomeno che produce danni talvolta peggiori di quella criminale, perché l’usura regolata dalla Legge 108/96 non distingue la fattispecie criminale da quella bancaria. Tanti casi e rilevanti, quando un utente bancario si difende dalla violazione di diritti fondamentali della persona o l’imprenditore che subisce la minaccia di rilascio del capannone industriale e non ha più soldi perché fallisce per debiti non veri, addirittura dopo anni scopre lui stesso di essere creditore della banca.

Che si tratti di piccole somme di denaro o grosse cifre poco importa, il significato risulta più ampio. Si pensi a quante imprese hanno chiuso ed è questa la nuda e cruda realtà, ovvero che il sistema bancario italiano ha contribuito ad affossare l’economia nazionale. Si tratta di una vera e propria tragedia umanitaria, contrastata solamente da quei pochi giudici onesti e preparati che generano giustizia civile e penale attraverso sentenze, in questo ultimo periodo numericamente cospicue, di condanna di vertici aziendali bancari.

Mentre il legislatore che, dal 1999 a oggi, ha prodotto più leggi a favore del sistema finanziario bancario “usurando” di fatto gli altri soggetti coinvolti nei rapporti negoziali, quali utenti, cittadini e il vero tessuto produttivo nazionale costituito dalle piccole imprese, dagli artigiani e dai professionisti.

L’usuraio criminale, ai fini estorsivi, commette reati quali danneggiamento e violenza privata ma in modo peggiore si comporta l’usuraio bancario perché li commette con l’aggravante dell’esercizio di impresa creditizia, non fisicamente, ma attraverso la notifica di atti quali il decreto ingiuntivo, il pignoramento e prima ancora la segnalazione a sofferenza nella centrale rischi, provvedimenti che producono effetti dannosi superiori a quella criminale perché grazie a questi l’imprenditore non può più alzare la serranda.

Oltre ai danni materiali oggi si sommano anche quelli biologici. Infatti iniziano le prime cause in cui si evidenzia anche il nesso tra alcune patologie, riguardanti il sistema cardiocircolatorio e oncologiche, insorgenti nelle persone vittime del reato di usura bancaria.

Michelangelo Brichese – Libero Professionista