Motogp, scoppia la pace tra Rossi e Marquez

I due piloti sorridenti che si stringono la mano. Un sorriso vero, senza rancori o falsità. E’ Valentino Rossi a spiegare come la morte di Salom in Moto2 abbia portato a questa “distensione” nei confronti di Marc Marquez. «Dopo quello che è accaduto, ti rendi conto quali siano le cose veramente importanti nella vita. Capisci che noi piloti abbiamo bisogno di restare sempre concentrati, e sereni. Perché il nostro è uno sport bellissimo: ma pericoloso. E davanti alla morte, tutto il resto è una quisquilia». «Con Marquez i rapporti non potranno mai più essere come un tempo, è vero – continua Rossi -. Però stringergli la mano, ci sta. Il tempo alla fine rimette tutto a posto, anche se certe cose non si cancelleranno mai. La morte di Luis ha finito per riunirci, per far tornare più vicini i piloti: perché alla fine siamo noi, che andiamo in pista e rischiamo la vita».

E con Lorenzo? «No, con lui purtroppo è diverso. Quando è cominciata la stagione, le cose non erano come con Marc. Cioè, non che lo avessi perdonato per quello che è successo dalla Malesia in poi. Però ero pronto a salutarlo, a stringergli la mano. Da che ci conosciamo, sono sempre stato io quello che lo è andato a cercare per fare un sorriso e chiedere come va? Allora quest’anno mi sono detto: vediamo se il primo passo lo fa lui. Non si è mosso di un centimetro».

 

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