Peggy Guggenheim, con Imagine in scena gli anni ’60

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Dal 23 aprile al 19 settembre 2016 la Collezione Peggy Guggenheim presenta IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969, un’inedita lettura dell’arte italiana, curata da Luca Massimo Barbero, attraverso la culla della nuova immagine: gli anni ’60. In mostra artisti come Franco Angeli, Mario Ceroli, Domenico Gnoli, Giosetta Fioroni, Tano Festa, Fabio Mauri, Francesco lo Savio, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Pino Pascali.

Il benessere economico dell’epoca permise sperimentazioni artistiche continue dove si mescolavano ed intrecciavano numerosi stili e colori. L’obiettivo comune era costruire un nuovo vocabolario, una nuova arte, una nuova identità della società e della cultura italiana. Quello proposto nella mostra Imagine, è un percorso tra sguardi e prospettive originali che accompagnano il visitatore alla scoperta del nuovo linguaggio. Ciò che si vuole presentare al pubblico è un intenso alternarsi di opere che sottolineano la vitalità di quel breve arco temporale.

Si parte con una sezione dedicata alle indagini di cancellazione e schermatura della realtà, derivanti dall’effervescente clima della Roma del 1960, con i Filtri e i Metalli di Lo Savio, i Monocromi di Schifano, gli Schermi di Mauri. Si passa poi alla nascita di una nuova tipologia di immagine che guarda alla storia e soprattutto all’influenza quotidiana che l’arte ha nell’immaginario collettivo italiano, con due sale interamente dedicate alla “metafisica del quotidiano” e a Schifano ruotando intorno al monumentale L’inverno attraverso il museo (1965). Successivamente si entra nell’universo di Gnoli, alle cui particolarissime immagini lenticolari è dedicata un’intera sala, con lavori come Due Dormienti, (1966), Letto Bianco (1968). Interessante il concetto che viene ripreso proseguendo nel percorso: la convivenza tra immagine e mezzo fotografico, sempre più presente nelle avanguardie di questi anni. Il mondo del cinema e dei media di Rotella (Posso? 1963-65) e Schifano quasi si scontra con la profonda e “classicamente moderna” immagine concettuale di Paolini (Poussin che indica gli antichi come esempio fondamentale, 1968) o con gli oggetti, destinati ad avere parte attiva- performante, quali il Mappamondo (1966-1968) di Pistoletto. L’immagine diventa quindi oggetto e supera la semplice rappresentazione: così, nelle ultime sale, le opere di Pascali introducono un concetto sospeso tra il gioco e un nuovo bestiario contemporaneo, tanto ironico quanto drammatico (Decapitazione del rinoceronte 1966). Le immagini sospese dei plexiglass di Pistoletto del 1964 (Filo elettrico appeso al muro (Plexiglass), Scala doppia appoggiata al muro (Plexiglass) trasportano il visitatore in un nuovo spazio dell’opera, che indaga il rapporto tra oggetto e figura, e con la ricchezza della metafora incarnata dalle creazioni di Kounellis (Rosa bianca 1967), si completa questa prima indagine intorno alle nuove possibilità interpretative dell’immagine.

L’orario di apertura della mostra Imagine della Collezione Peggy Guggenheim è dalle 10 alle 18, chiuso il martedì. Tutti i giorni alle 15.30 visite guidate gratuite alla mostra.
Per maggiori informazioni visita il sito www.guggenheim-venice.it/peggyg.mobi

Contenuto commerciale

Tags: ,

Leggi anche questo