Popolari venete, la “bolla” azionaria

Ampio spazio dedicato oggi dai quotidiani veneti del gruppo Espresso alla bolla delle azioni delle popolari venete. Un corposo dossier che ripercorre l’intera vicenda, soffermandosi in particolare sul valore delle azioni stabilito di fatto dai vertici. Così, mentre in tutta Italia i valori delle azioni delle banche crollavano, in BpVi e Veneto Banca continuava a crescere.

Una crescita che generava consenso sociale: i vari Fratta Pasini, Zonin e Consoli ne ricavarono pure una laurea honoris causa a testa. Consoli diveniva pure cittadino onorario di Montebelluna poiché «esperto timoniere, uomo dotato di intuito straordinario che si accompagna con una naturale inclinazione al rigore ed al lavoro, sereno, di gruppo».

L’analisi si sposta poi al sistema democratico delle popolari: una testa e un voto, sì, ma anche il primato dell’adulazione sulla competenza. E sulla discussione pubblica: sia Consoli che Zonin furono infatti abili manipolatori del consenso interno, riuscendo a rimanere in sella per anni, fino al recente crac, prevenendo ogni critica.