Sei contro riforma Renzi? Anti-italiano!

Oboe, già big della Cisl veneta, fa un’intemerata non degna di lui. Perché, Bruno?

«Il fronte del no alle riforme, che saranno sottoposte al giudizio di tutti noi italiani con il referendum di ottobre, sta coalizzando tutti gli estremi politici, ex fascisti ex comunisti, ex democristiani, ex socialisti, leghisti fino ai grandi riformatori grillini. Tutti i conservatori, da destra a sinistra, sono contro gli italiani». Chi l’ha detto? O meglio: chi l’ha scritto? Matteo Renzi, penserete voi. Sì, il Renzi tranchant, arrogantello, armato di lanciafiamme, che spara sentenze come si fa sui social, dove lui praticamente vive. Sbagliato.

Sarà stata Maria Elena Boschi, la fulgida Nostra Signora delle Riforme. Si sa come sono i giovani, specie se privi di curriculum politico, catapultati direttamente al governo, fatti ministri, poca esperienza, molta logorrea, troppa spocchia: non misurano le parole, vanno giù piatti, tradendo sotto i sorrisi nervosetti una fastidio bestiale per le critiche, gli oppositori, i contestatori (Alessio!). No, neanche lei. Acqua, acqua.

Ernesto Carbone, l’ineffabile Dem del “ciaone”? Nada, siete fuori strada. Alessandra Moretti, prima bersaniana, oggi renziana, ma sempre e comunque morettiana? Macché (e si starà mangiando le unghie delle mani: come ha potuto non elargire una dichiarazione come questa, così ortodossa, così allineata, così pretorianesca, così intrisa di fanatismo filo-governativo? ma porc…). Sarà stato Vittorio Feltri, neo-convertito sulla via del Nazareno, prima anti-berlusconiano e pro-Mani Pulite (con eccessi forcaioli da brivido), poi megafono del berlusconismo, adesso aggiuntosi al coro delle penne alla renziana? Tsk, non ci siete neanche vicini.

Scendete più in basso (si fa per dire: già veleggiamo bassini, con questi nomi). Circoscrivete al Veneto. Focalizzate il quadrante a Vicenza. Zoommate nella pagina delle lettere del Giornale di Vicenza di oggi. Nell’angolo a destra, in un cantuccio, troverete una letterina titolata così, con patriottico gusto mameliano: “Italia. Spero che dopo 30 anni si desti”. Firmato: Bruno Oboe.

I più incolti e giovani fra voi si chiederanno: e chi é? Ignoranti. E’ uno storico sindacalista della Cisl vicentina, un esponente di primo piano del Veneto. Uno che ha fatto la storia del sindacalismo da queste parti. Ma parla come un pasdaran del renzismo – mi direte voi. Dà degli estremisti a tutti quelli che non approvano la riforma. Zagrebelsky, Rodotà, Settis e tutti gli altri professori del No: tutti facinorosi, gentaglia pericolosa, potenziali eversori dell’ordine costituito. Mamma mia, che paura. Ma non solo estremisti: sono pure conservatori e in quanto tali, sono contro gli italiani. Italiani contro gli italiani, ovvero contro il popolo italiano. Praticamente traditori della Patria. Anti-nazionali, come dicevano i fascisti degli antifascisti. Anti-italiani.

Mah, Oboe deve aver perso colpi. Un’ingenuità così possiamo capirla (ma non perdonarla) dalle Boschi o dalle Moretti. In Carbone, sarebbe il riflesso condizionato del fedelissimo. In Feltri, il suo consapevole e cinico squadrismo giornalistico. Ma in Oboe?! Se sragiona così persino un antico saggio della Prima Repubblica (sindacale), se l’intolleranza avvampa perfino la vecchia guardia (perché l’estremista é proprio lui, e come tutti gli estremisti proietta il proprio estremismo sugli avversari), allora tocca diventare moderati. Prudenti. Istituzionali. Equilibrati. Bilancisti. Un po’ come i padri costituenti del ’48. Anti-italiani pure quelli, con quella fissa di discutere le virgole, conciliando culture politiche contrapposte, in una estenuante Assemblea che ci mise due cavillosi anni a scrivere la Carta, che é un monumento al compromesso. Bleah.