BpVi e Vb, l’ipotesi “bad bank”

Una “bad bank” per il rilancio delle popolari venete in crisi. Se ne starebbe parlando da diverse settimane, secondo quanto riportato dal Mattino, in realazione anche alla possibilità di una fusione tra Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. L’obiettivo della manovra sarebbe quello di separare i non performing loans, ovvero i prestiti “non performanti” dei due istituti, dalle operazioni di rilancio che andranno a consolidare le ricapitalizzazioni.

«Al sistema bancario italiano non serviva in questo momento l’introduzione del bail-in – è il commento del consigliere dell’associazione “Per Veneto Banca” Loris Tosi – che rischia soltanto di spaventare e allontanare gli investitori e i grandi clienti dalle banche». «Quello che serve è un intervento del Governo non solo sul futuro – aggiunge Tosi – ma soprattutto sul presente e sul passato per quanto riguarda i non performing loans, per far in modo che le banche o chi li gestisce possano valorizzarli più rapidamente degli otto anni che sono oggi di media in Italia; un tempo che ha conseguenze devastanti sui bilanci».