Farra di Soligo, il Comune pignorato

Condannato a risarcire con oltre dieci milioni di euro i proprietari di terreni espropriati una ventina di anni fa un Comune trevigiano si è visto pignorare i conti correnti ed ora è costretto ad alzare bandiera bianca bloccando tutti i servizi. A Farra di Soligo, novemila abitanti sulle colline della Marca, da oggi è chiusa fino a data da destinarsi la biblioteca multimediale comunale. E’ l’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, assunto dal sindaco Giuseppe Nardi, espressione di una Civica, che nei giorni scorsi aveva chiuso il Centro di Raccolta differenziata, bloccati i cantieri e stretto i cordoni sull’assistenza domiciliare per anziani, e sullo scuolabus per gli asili. «L’accordo era possibile trovarlo e andava trovato subito molti anni fa – afferma oggi Nardi – Il buon senso avrebbe dovuto suggerire di trovare un’intesa».

Ora al sindaco, a cui hanno portato solidarietà anche il presidente della Regione Luca Zaia e in forma bipartisan molti parlamentari, non resta che attendere il 20 giugno, giorno fissato dal tribunale di Treviso per valutare la possibilità di svincolare alcune, o tutte le somme. «Non posso dire che ci abbiano lasciato da soli – prosegue Nardi – e confido anche in un’intervento dello Stato». Dello stallo a cui è costretto il Comune trevigiano è stato informato anche il ministro Alfano che avrebbe promesso, secondo quanto afferma il sindaco, la costituzione di un fondo per i Comuni in simili difficoltà. Per ora l’amministrazione resta a galla grazie al moltiplicarsi dei gesti di solidarietà come quelli della Fondazione di Comunità dell’Usl 7, che si è offerta di aiutare il Comune nei servizi sociali come la somministrazione di pasti caldi a domicilio per gli anziani, o i genitori dei piccoli ospiti degli asili che si sono organizzati per non interrompere il servizio mensa.

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