Verona, M5S: come sceglieremo il candidato sindaco

Intervista collettiva ai 5 Stelle scaligeri. Che attaccano il Pd sulle primarie: «non abbiamo soldi per cinesi al seggio». E soprattutto liquidano Tosi: «non ha combinato nulla»

Traforo, filobus, ex Arsenale, Ca’ del Bue, Fondazione Arena. Sono tutti i complicati dossier che chiunque vincerà le prossime elezioni amministrative del 2017 a Verona si troverà a maneggiare con cura. Il finale di stagione dell’attuale sindaco Flavio Tosi, se non interverrà la possibilità di presentarsi per un terzo mandato, sembra già ai titoli di coda. Così almeno pensano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Attualmente all’opposizione a Palazzo Barbieri, possono contare su 3 consiglieri (Gianni Benciolini, Luca Mantovani e Riccardo Saurini)  e su 21 rappresentanti nelle circoscrizioni. Con Francesco Carcangiu presiedono già la 7a circoscrizione. Ora si preparano al grande salto. Per farlo hanno bisogno di almeno 150 persone: 36 da selezionare per la lista di Palazzo Barbieri, e il resto per completare le candidature nelle otto circoscrizioni cittadine. Il metodo è sempre quello di avvicinare alla gestione della cosa pubblica il maggior numero possibile di cittadini. Ne abbiamo avuto la prova quando abbiamo cercato di avere un contatto con quello che attualmente è indicato come capogruppo in Consiglio, Gianni Benciolini. Eravamo pronti con le nostre domande al solito faccia a faccia con il politico di turno e invece all’appuntamento, in un bar sul Liston, si è presentato un nutrito gruppo di cittadini. Tutti molto informati e agguerriti. Un modo per controllarsi a vicenda? Ci spiega tutto il consigliere comunale Riccardo Saurini (in foto). «Nel nostro movimento», dice, «il capogruppo non svolge lo stesso ruolo che  vediamo negli altri partiti. Da noi si decide in base a quello che in un dato momento ha più tempo da dedicare. Per un certo periodo lo ha fatto anche Mantovani. E poi quello che dico io è come lo dicesse Gianni».

E allora cominciamo. Quale è stato il più grande fallimento di Tosi?
Non aver combinato assolutamente nulla. Comprese le promesse fatte durante il precedente mandato. Col traforo ha lasciato una voragine di aspettative. A Ca’ del Bue è rimasto un enorme danno finanziario. Lì è nata la madre di tutte le tangenti degli anni Novanta. Un sindaco lo poteva attivare e invece è un cumulo di ferro, che porta via 1 milione all’anno ai veronesi. E poi da Agsm dovrebbe passare ad Amia con ricaduta sulle bollette. Ora ha pure un concorrente come l’impianto di Ca’ Vecchia, che insiste nel vicino comune di San Martino. I proprietari hanno chiesto l’ampliamento e faranno le stesse cose. Compresa la concorrenza. Diciamo la verità: siamo contenti del fallimento, ma nel senso che è lui ad aver fallito, perché era un progetto negativo per la città Ora Tosi distribuisce aree verdi e degradate dove si costruiscono solo centri commerciali, cimiteri verticali, Esselunga. Tutto perché deve coprire i costi dei lavori pubblici. Intanto alla Fondazione lirica 300 persone vanno a casa. E quello è un fallimento agli occhi del mondo. Prendete poi il Traforo. C’è un particolare di cui nessuno parla ed è questo: non essendo partito il cantiere entro 5 anni, tutti i vincoli di salvaguardia sono decaduti. Vedrete cosa accadrà.

Visto che ostentate tanta sicurezza, mettiamo che abbiate già vinto le elezioni. Cosa fareste del traforo?
Lo inceneriamo a Ca’ del Bue… Non esisterà più. Non ci sarà un traforo, né piccolo, né lungo, né a una canna. Solo che Tosi crede di tornare là dentro (e indica Palazzo Barbieri proprio di fronte a noi, ndr).

E il tanto atteso filobus?
Diciamo subito che siamo favorevoli al trasporto di massa, ma un mezzo delle dimensioni di un autobus doppio non ha senso. Serve invece sfruttare le linee esistenti e migliorare i percorsi. C’è sempre più gente che si muove in bici e meno gente che rimpiange il traforo. E poi, perché elettrificarlo. Ci sono sistemi (idrogeno e metano) meno costosi.

E i tanto contestati progetti sull’ex Arsenale?
Lì abbiamo già vinto. La prima proposta è stata abbandonata e la 2a circoscrizione ha votato a maggioranza la nostra proposta. C’è da tempo un gruppo che lavora. L’avevamo anche presentata all’ex vice sindaco Casali (oggi consigliere regionale tosiano), che l’aveva approvata (!). C’è bisogno di un processo per fasi che utilizzi le risorse. Il Comune ha 12 milioni di euro per poter intervenire e metterlo in sicurezza. Tutto sotto il controllo del Comune, dei cittadini e degli Ordini professionali. In cinque anni si rimette a posto a costo zero e a disposizione. Si pensi che l’area è tre volte piazza Bra. Due giorni dopo la vittoria alle elezioni… (il primo festeggiamo)… apriamo il cantiere.

Parliamo della profonda crisi della Fondazione Arena.
Bisogna solo dire che a Verona l’offerta culturale è pari a zero. Dopo le 9 di sera, Verona è una città morta. Invece del sold out serve un piano a lungo termine che parta dall’Arena. Vogliamo parlare di Arena Extra? In occasione dell’esibizione di Adele c’erano in vendita biglietti a 6 mila euro. Per forza, agli organizzatori vengono chiesti 35 mila euro. Praticamente non costa nulla e così in Arena vengono cani e porci. Prendete le date: sono troppe e conviene solo ai ristoratori. Un’opera lirica con solo cinquemila persone in Arena è un pugno nello stomaco

Cosa resta allora in eredità?
Un bilancio disastroso. Il fallimento di “Fare!”. Bisognerà per esempio mettere mano all’assetto amministrativo. Solo per la gestione dei lavori sulle strade, dove più enti bucano e asfaltano, si assiste ad aspetti grotteschi e pure i dirigenti ci sono e viene pagato anche un direttore generale.  Per non parlare delle aziende partecipate dove il primo Tosi ha suddiviso i bilanci e così fai fatica a riconoscere l’entità dell’eventuale buco. Stesso discorso vale per i debiti dell’aeroporto.

Veniamo a voi. Il Pd ha già detto che per trovare il candidato-sindaco farà le primarie. E voi?
Di sicuro non le faremo, perché non abbiamo soldi per pagare i cinesi che vengono al seggio… Abbiamo scelto invece un metodo che duri tra uno e due mesi e speriamo di concluderlo nel prossimo autunno. In primo luogo ci sarà una grande pubblicità per trovare quelle persone che condividono le caratteristiche del movimento. I candidati dovranno essere degli iscritti al movimento e non è una cosa che avviene automaticamente. Poi si entra nel vivo quando cinque consiglieri, scelti tra li attuali rappresentanti eletti in Comune e nelle circoscrizioni provvederanno a controllare i requisiti. Pensiamo di avere 4-5 candidati da sottoporre al voto di quella che chiamiamo la “graticola” che si svolgerà nelle assemblee di quartiere. Si procederà con il metodo Condorcet (dal nome del filosofo francese, è il metodo di votazione a vincitore unico attraverso il quale i votanti assegnano ai candidati una precisa votazione in ordine di preferenza e cioè 1°,2°,3° e così via ndr). Tutto per avere il candidato fidato per vincere le elezioni. Per i consiglieri si farà una lista 36 iscritti, mentre nelle circoscrizioni non ci vorrà l’iscrizione al movimento.

Lei sa che vi hanno criticato perché in precedenza c’erano anche mogli di candidati…
Sì, ma erano tempi diversi, ma non erano casi di cosiddetto nepotismo. E poi, chi come potrebbe essere candidato alle prossime elezioni, c’è una certezza: che sarà la seconda e quindi  l’ultima volta. Qui il mestierante della politica non esiste.

Siete stati spesso criticati per la mancanza di democrazia interna. Si dice che siete eterodiretti. E in caso di disobbedienza diventate degli eretici.
Mai ricevuto ingerenze. Anzi è avvenuto il contrario. Su ogni cosa ci dobbiamo preparare in proprio. Nessuno ti dice, come avviene negli altri partiti, come devi votare su un determinato provvedimento.

Ma qualche volta avrete sbagliato, no?
A Verona poco o niente. Si pensi che in una circoscrizione, la settima, dove c’è una bolgia creata dai tosiani per uscire da una situazione di stallo, non hanno trovato di meglio che votare un cinquestelle come presidente.

Come sono stati questi primi quattro anni a Palazzo?
Il primo eccitante, perché cerchi di capire dove sei. Gli altri tre frustranti perché ti rendi conto che le tue idee, seppur  buone, non passano se noi sei in maggioranza. Proprio per questo dobbiamo solo vincere.

PS: alla fine dell’incontro, ognuno ha pagato la propria consumazione.