Brexit, cosa succede (veramente) ora

Il Regno Unito ha votato sì ed ha così deciso di abbandonare l’Unione Europea. Ma adesso ciò che tutti si stanno chiedendo è: cosa succederà concretamente? Prima di tutto prenderanno il via i negoziati per l’uscita dal blocco UE. Poi la decisione verrà portata davanti al vertice UE. A quel punto, il Regno Unito avrà due anni di tempo per fissare con i 27 membri i termini le condizioni per l’uscita dall’Unione. Il risultato del voto non è direttamente vincolante: spetterà a Cameron demandare al Parlamento il voto. Al termine di questi due anni l’UE farà una proposta al Regno Unito, che potrà decidere se accettare o rifiutare. In ogni caso il governo britannico ha già messo le mani avanti ed ha stimato che potrebbero volerci fino a 10 anni per completare il processo. Un’uscita secca è improponibile, troppi vuoti e dubbi legislativi.

Più concretamente, per quanto riguarda l’economia inglese e quella europea o per come esattamente si procederà, non è dato sapere: è la prima volta che uno Stato lascia l’Unione, e si tratterà di attuare una possibilità a oggi solo teorica. Diverse cose possono andare storte, internamente ed esternamente. L’UE affronterà il distacco a muso duro per impedire che altri seguano la strada del Regno Unito o sarà conciliante data l’importanza economica del Paese? Cosa faranno la Scozia e l’Irlanda divisa, che hanno votato Remain in modo convinto (il vicepremier irlandese, ad esempio, parla già di riunire i due Stati e di restare in Europa)? Questo, sul lungo periodo. Sul corto, a livello economico, è lecito aspettarsi turbolenze sui mercati, che avevano inoltre puntato sull’opzione Remain e ora si trovano in uno stato di incertezza che finirà per penalizzarli. Praticamente tutti gli esperti, alla viglia del voto, hanno parlato più dei rischi che delle possibilità per il Regno Unito di lasciare l’UE, prevedendo anni difficili per il Paese, per l’UE stessa e per il mondo tutto.