Brexit e quel tassista inglese che mi disse…

Qualche settimana fa ho provato a pagare un taxi con degli euro e un londinese doc mi ha risposto scocciato: «no, we are in England!»

L’Inghilterra ha deciso, se ne va dall’Unione Europea. Ed è il primo segnale di come sia la fine di un’epoca. Io me lo ricordo ancora che in quinta elementare sul mio sussidiario arancione c’era scritto che nel gennaio del 1999 tutta l’Europa avrebbe avuto un’unica moneta e sarebbe stato tutto migliore. Saremmo diventati un’unica grande nazione, dove saremmo stati tutti fratelli, praticamente un unico popolo. E nella mia testa di bambina quello era l’ideale, così l’avevo capito allora, ma di anni ne avevo 10. In realtà in Inghilterra l’euro non l’hanno mai voluto e qualche settimana fa ho provato a pagare un taxi a Londra con degli euro e un londinese doc mi ha risposto scocciato: «We are in England!».

La mia maestra delle elementari Patrizia me l’aveva raccontata così, che sarebbe stato meraviglioso viaggiare senza frontiere, con una sola moneta, senza il passaporto. La mia generazione e quelle successive sono cresciute con l’idea che il mondo sia un posto piccolo, da poter esplorare, da poter vivere, come se facessimo parte di una sola unica nazione, senza tante distinzioni. E tutti noi lo sappiamo bene, quante volte ci è capitato di avere seduti accanto a noi all’Università ragazzi proveniente da posti che neppure sappiamo collocare sul mappamondo, ma che alla fine abbiamo imparato a conoscere grazie a loro. Non entro nel merito economico e polito, perché non è di mia competenza discutere di questo. Ma quello che mi fa riflettere è come ad aver fatto questa scelta siano stati ancora una volta i vecchi, non i giovani. Ad aver scelto ancora una volta sono stati quelli che probabilmente sono andati per la maggioranza a votare. Il 48% degli inglesi over 50 e il 60% degli over 65 ha scelto per il Leave contro un 20% dei giovani, per abbandonare l’Unione Europea. Ma scusate, non erano stati proprio loro o chi li ha rappresentati a farla entrare l’inghilterra nella comunità europea?

E’ giusto far votare tutti, ma in questa giornata un pensiero mi è salito alla mente, che sarebbe bello far decidere a chi il futuro lo dovrà vivere e non lasciare la scelta a chi ormai la sua epoca l’ha vissuta. Insomma, lasciar scegliere il popolo su queste questioni così importanti è giusto? Qualcuno un giorno mi ha detto che «bisognerebbe fare un test a chi va a votare», perché in effetti, siamo sicuri che chi vota è in possesso di tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione così drastica? Questo pezzetto di Europa che ci lascia oggi mi fa sembrare il mondo un po’ più vecchio di ieri, meno libero, non proprio il posto dove sono cresciuta e un po’ meno casa.

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