Renzi, perché non fai il duro con Bankitalia?

Punire i responsabili del crack delle banche, venete e non: giusto. Che però vanno cercati anche nella stessa politica. E nella vigilanza

Matteo Renzi invoca l’azione di responsabilità per Veneto Banca e per la Banca Popolare di Vicenza. Ha ragione. Tremano gli ex amministratori. E’ un film che abbiamo già visto a Banca Marche, Cariferrara, Etruria, Carichieti, Cariteramo. Adesso i guai, a vedere i  bilanci, sono in arrivo a Caricesena, Caririmini, Cassa di risparmio di San Miniato. L’elenco si allungherà di certo nei prossimi mesi anche senza ricordare le Bcc che, con la Banca Padovana, hanno rappresentato un caso eclatante. La crisi delle banche pare non avere fine. Che dire, per restare in Veneto, del Banco Popolare, che nel 2007 capitalizzava 14 miliardi, ha chiuso ai soci altri tre miliardi e mezzo, e oggi vale molto meno di quel che i soci hanno versato solo per gli aumenti di capitale? Non hanno perso tutto anche lì, quelli che erano soci nel 2007?

Si potrebbe continuare con la gran parte delle banche quotate che valgono meno di quel che hanno raccolto di aumenti di capitale negli ultimi anni. Se una banca va male il problema sono certo i suoi amministratori, ma se ad andar male sono un numero così rilevante di banche, forse c’é anche qualche altra ragione. Mentre Spagna, Irlanda e Gran Bretagna risolvevano alla grande i loro problemi nel sistema bancario, la nostra politica é rimasta inerte raccontando la favola che le banche italiane erano le più solide del mondo. E vogliamo parlare di una vigilanza, quella di Bankitalia e Consob, che ha continuato a negare il problema anche quando era chiaro anche a un cieco?

Una classe politica ed una vigilanza bancaria che hanno consentito a banche decotte di continuare ad aumentare il proprio capitale a danno di fiduciosi risparmiatori per poi vedere tutto andare in fumo nel giro di pochi mesi, e non solo in Veneto, ma in quasi tutti gli istituti affondati? Una vigilanza e una classe politica che oggi sono troppo occupate a giustificare e coprire quel che hanno fatto fino ad oggi per potere essere davvero liberi di trovare soluzioni efficaci.
Accontentiamoci dei riferimenti “puramente voluti” alle azioni di responsabilità, ma non illudiamoci che le cose vadano a posto così, lasciandole in mano a chi ci ha portati fin qui.

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