Salah, terrorista vip: detenuto in bilocale con palestra

Salah Abdeslam, il 26enne franco-belga, unico jihadista sopravvissuto agli attentati del 13 novembre a Parigi è ora detenuto nel più grande carcere d’Europa: Fleury-Mérogis. Nonostante sia uno dei più sovraffollati di Francia, con i detenuti che dormono sui materassini per terra, al detenuto più famoso della prigione è andata decisamente meglio: a lui è stato riservato un piano intero, il quarto, dell’edificio D3, con ampio spazio disponibile e una piccola palestra personale. Catturato il 18 marzo a Bruxelles di lui non si era più saputo niente. Pochi giorni fa Thierry Solère, deputato dei Repubblicani, è stato autorizzato a visitare il carcere e gli spazi occupati dal terrorista. Ciò che il politico ha raccontato ha dell’incredibile: Abdeslam vive in due stanze, ben confortevoli. Una terza sala è stata convertita, su sua domanda, in uno spazio dove potersi dedicare ad attività fisiche: ha già a disposizione un vogatore ma altri attrezzi stanno per essere installati. Una quarta sala, invece, è occupata dai secondini che lo controllano costantemente, con sei videocamere che possono zoomare su tutto. L’obiettivo principale è che il jihadista, personaggio ambiguo e misterioso, non si tolga la vita, prima di rivelare i tanti segreti su quella maledetta sera del 13 novembre.

Secondo Solère, Abdeslam appare «affaticato e nervoso». Non ha potuto parlargli ma osservarlo a lungo, assieme a chi lo stava controllando. Si sveglia ogni mattina alle 11 e trascorre molto tempo a cucinarsi dei piatti. Poi guarda la televisione, «poco le partite dell’Euro 2016 – hanno sottolineato i secondini -, molto invece i reality della tv francese, per ore e ore». Ogni tanto legge il Corano. E in queste settimane sta seguendo gli obblighi del Ramadan. Il suo atteggiamento? «Agli inizi era educato – ha sottolineato Mario Guzzo, responsabile dei controlli in quell’ala del carcere -, ma oggi non parla più: si è chiuso in uno strano mutismo». Da poco, durante una perquisizione corporea, si è rivoltato con aggressività al personale. Il deputato Solère ha già protestato presso il ministro della Giustizia, Jean-Jacques Urvoas, per quella minipalestra. Va detto che Abdeslam non può uscire nel cortile: si temono reazioni violente da parte degli altri detenuti (la sorella di uno di loro è una delle vittime del 13 novembre). Ma il suo trattamento personalizzato in un carcere, dove vivono 4532 detenuti invece dei 3036 posti letto disponibili, sta inorridendo una parte dell’opinione pubblica.

Tags: