BpVi, quelle pressioni e minacce sui “finanziamenti baciati”

I finanziamenti baciati erano stati imposti dai vertici BpVi. È quanto afferma oggi il Giornale di Vicenza, riportando anche la relazione dell’internal audit Massimo Bozeglav del settembre 2014. Il responsabile del controllo interno aveva rilevato come le operazioni “baciate” – cioè la contestuale vendita di azioni a fronte di un prestito – esponevano a rischi legali. Il punto è che l’ordine era arrivato dall’alto con pressioni troppo forti per i dipendenti.

Questo è quanto emerge dall’interrogatorio interno a Fulvio Bosso, responsabile area di Vicenza tra il 2008 e il 2012, e finitio fra le carte dell’inchiesta. Bosso afferma: «A partire dal 2009 c’è stata una forte pressione da parte della divisione mercati e della direzione generale per il collocamento delle azioni BpVi anche ricorrendo a forme di finanziamento. (…) L’azione di pressing – aggiunge – è stata molto incisiva con minacce anche di provvedimenti particolarmente rigorosi».

Anche l’allora responsabile direzione corporate Claudio Giacon conferma che le sottoscrizioni di azioni vennero caldeggiate particolarmente a partire dal 2009. Giacon parla però di forti pressioni solo a partire dal 2012, quando comincia «un’azione di pressing sistematica da parte della Direzione Generale e della Divisione Mercati con obiettivi specifici assegnati alle singole direzioni regionali e aree» attraverso un «approccio perentorio e coercitivo».

Tags: ,