“Duck” l’anfibio, l’idea per navigare Verona

Avete presente i mezzi da sbarco del D-Day in Normandia? Ecco: con quelli si può rendere l’Adige un business turistico

Forse è la volta buona per vedere un mezzo anfibio in Adige, a disposizione dei turisti. Se lo augura Gianluca Fantoni, il consigliere comunale che da vent’anni si batte a Verona per veder realizzato un servizio di trasporto fluviale lungo l’Adige. C’aveva provato con l’hovercraft: c’è ancora il filmato, il Verona Adige Hover Tour caricato su Yahoo sette anni fa. Per quell’esperimento ci fu una delegazione di consiglieri che partì per Southampton prima di riapprodare a Verona, durante l’amministrazione di Michela Sironi: furono almeno 500 i veronesi che provarono l’ebbrezza della navigazione in Adige, ammirando la città dal pelo dell’acqua. L’esperimento non fu ritenuto adatto perché… troppo rumoroso. In effetti l’elica che spingeva il mezzo provocava un effetto rimbombo per via dei muraglioni.

E pensare che quando si ammirano le vecchie stampe di Verona, si vede un fiume Adige pieno di burchi, le imbarcazioni a fondo piatto che venivano usate per scendere da Trento, e che poi risalivano aiutate dai buoi. A testimoniare il via vai ci sono ancora i vecchi anelli. Per non parlare dei vecchi mulini natanti. Ma l’Adige, dopo la paurosa alluvione di fine Ottocento è stato irreggimentato e quindi ha assunto un carattere torrentizio, con piene e secche.

Questo ha sempre impedito di pensare ai bateau parigini. «Ma cos’ho scoperto», dice Fantoni, sempre al lavoro nella centralissima tabaccheria di Piazza Erbe, «l’uovo di Colombo». Navigando (è proprio il caso di dirlo) in Internet è saltato fuori un elenco di 31 città, tra cui, per esempio Londra, ma anche Washington, Baltimora, Boston, tanto per citarne alcune, dove è in funzione un “duck”. Proprio così, un “anatroccolo”. A Londra si chiama appunto “London ducktours”, e si vede la gente che sale sul mezzo in città per poi tuffarsi con uno spettacolare splashdown nel Tamigi. Fantoni precisa che sono gli stessi mezzi usati per lo sbarco in Normandia: quando gli americani se ne sono andati li hanno lasciati lì. L’idea è la stessa. Si tratta di mezzi che usano per esempio i Vigili del Fuoco.

A Verona ce n’è uno in dotazione, più moderno, con quattro ruote, che è stato usato per esempio durante l’alluvione nell’Est veronese. E’ un anfibio, piccolino, con 27 posti. A Verona, la difficoltà maggiore è rappresentata dal passaggio dello storico centralissimo Ponte Pietra, che è stato distrutto dai nazisti in ritirata e riscostruito nel dopoguerra. Alcune pietre sono rimaste sul fondo e così si crea un effetto cascata molto rumoroso e il passaggio viene in pratica impedito. Peraltro, le pietre non si possono togliere, pena il crollo del ponte romano. «E allora – spiega Fantoni – con il nostro Verona duck tour abbiamo proposto due tragitti: uno scivolo che parte da Castelvecchio e arriva a Ponte Pietra, poi l’anfibio si gira e si riparte per esempio dal Boschetto. In due tempi, così come avviene a Londra». Fantoni è un vulcano di idee.

«A Verona viviamo di turismo – dice infervorandosi – e così il duck tour con il mezzo anfibio incrocerebbe il museo dell’Adige da realizzare alla vecchia Dogana nel quartiere Filippini». Per risolvere il problema economico, visto che il Comune non ha una lira si procederebbe con il sistema che ha prodotto il “city sightseeing”, l’autobus turistico che gira in continuazione per la città.

Con il mezzo anfibio non si dovrebbe fare nessuna opera sul fiume, non ci sarebbe inquinamento e il Comune ci guadagnerebbe. Le secche? Nessun problema. Nel periodo invernale, essendo un mezzo anfibio andrebbe a cercarsi l’acqua lungo il percorso. Ecco allora che è partita la caccia a un operatore che sia interessato all’affare con il bando della Giunta per la “manifestazione di interesse” per individuare soggetti specializzati cui affidare il servizio turistico di trasporto fluviale-terrestre sull’Adige.

La comunicazione, con Fantoni, l’hanno data gli assessori al Tempo libero, Alberto Bozza, e all’Urbanistica, Gian Arnaldo Caleffi. Si tratta di un trasporto misto, fluviale lungo l’Adige e terrestre tra le vie cittadine. L’attività dovrà svolgersi a totale onere organizzativo e finanziario del proponente, con una percentuale di incassi da riconoscere al Comune nella misura superiore al 15 per cento e dovrà prevedere l’utilizzo di mezzi adatti alla navigazione nel tratto compreso tra Ponte Catena e la località Boschetto e in centro storico, senza sovrapporsi ai servizi turistici già esistenti. Ora si attendono i contatti e chissà che il brutto “anatroccolo” non diventi un bel cigno.

(Ph. da wikipedia.org)