«Nizza, radice del problema in patto Usa-sauditi»

Il commento sul suo Facebook di Sebastiano Caputo, giornalista, scrittore, esperto di Medio Oriente, direttore de L’Intellettuale Dissidente, sulla strage di Nizza:

#‎Nizza‬. Invece di reagire con la pancia consiglio ai miei amici di ragionare con la testa. Andiamo alla radice del problema. Il terrorismo come lo conosciamo oggi è nato negli anni Ottanta nel “pashtunistan” pakistano, a Peshawar, città-incubatore della Jihad globale, culla di Al Qaeda, luogo di incontro tra “i venditori del paradiso in cambio del martirio”, tra cui Osama Bin Laden e Ayman al Ẓawahiri. A fabbricare e addestrare queste cellule furono americani e sauditi. I primi fornivano in funzione anti-sovietica un supporto economico e militare – tramite i servizi segreti pachistani – ai profughi afghani, allora soprannominati “freedom fighters”, i secondi invece esportavano attraverso le madrase (scuole coraniche) il pensiero wahabita. Lo stesso identico scenario si è riproposto con l’‪#‎Iraq‬, poi la ‪#‎Libia‬, ed infine in ‪#‎Siria‬, con americani e sauditi che hanno favorito l’ascesa del cosiddetto Stato Islamico (tutto è documentato nel mio libro “Alle porte di Damasco”). Come si ferma questa orrenda scia di sangue? O si rompe il ponte che collega Washington e Riad oppure l’Europa deve prendere le distanze con questi due Paesi ricostruendo relazioni solide con quelle nazioni mediorientali, prevalentemente musulmane, che da decenni combattono il terrorismo.