«Caso Poroshenko, un ladro proclamato veronese onorario»

«Esattamente un mese fa abbiamo scritto al Governo chiedendo di attivare ogni canale diplomatico perché avevamo avuto notizia delle intenzioni del despota Poroshenko; ora abbiamo la conferma che nessuno ha idea di come riportare a Verona i quadri e pendiamo dalla labbra di un controverso uomo politico che si prende gioco di Verona dispensando inutili promesse». Michele Croce, candidato sindaco di Verona Pulita, si scaglia in una nota contro «l’imbarazzante immobilismo» in cui versa la vicenda delle tele rubate a Castelvecchio, «ancora oggi ostaggio del presidente ucraino Poroshenko».

«Come è saltato in mente a Tosi e ai suoi di regalare gli onori della nostra amata città a chi oggi sta illegalmente trattenendo a casa sua le nostre opere d’arte – prosuegue Croce – del cui ritrovamento non ha alcun merito? Ad oggi hanno reso veronese un ladro e hanno denigrato tutti coloro che in precedenza hanno ricevuto questo solenne riconoscimento. Il regolamento comunale per la cittadinanza onoraria parla di vite esemplari, di contributi al progresso, di miglioramento della convivenza sociale e dell’affezione alla città di Verona: ci spieghino in quale categoria rientra Poroshenko perché si fa leggermente fatica a comprenderlo».

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