Croce rivela foto di Tosi con indagato

Le rivelazioni del candidato sindaco di Verona Pulita. Il sindaco: «fotografato anche con Croce, spero non porti sfiga»

«Ognuno sceglie gli amici che crede ed è libero di prestare o meno attenzione quando abbraccia qualcuno, ma credo che i documenti mostrati (slide e foto ndr) non necessitino di molti commenti». Michele Croce, avvocato, ex tosiano, già presidente Agec («a stipendio zero e poi fatto fuori con un pretesto») e ora candidato sindaco per “Verona Pulita” alle amministrative del 2017, continua la sua battaglia contro il sindaco Flavio Tosi. Stavolta ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Barbieri per «mostrare le foto e le carte che fanno tremare il Palazzo». Si tratta di «documenti inediti riguardanti il sindaco Tosi e alcuni elementi» di una famiglia calabrese trapiantata a Sommacampagna, «attenzionati dalle forze dell’ordine».

Ma il documento che dovrebbe far tremare il Palazzo qual è? Presto detto: si tratta di una foto che ritrae il primo cittadino di Verona abbracciato ad Antonio Giardino durante la chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2015 che si è tenuta al “Mi vida cafè” di Sommacampagna. Antonio Giardino compare in un’ordinanza del gip di Verona Laura Donati, dalla quale risulta che è indagato a piede libero. L’inchiesta denominata “Premium Deal” coordinata dalla Procura di Verona e portata a termine dalla Guardia di Finanza parla a vario titolo, per 25 protagonisti di truffa, estorsione e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. L’inchiesta è esplosa il 23 giugno, quando sono stati eseguiti quattro provvedimenti restrittivi, mentre tre persone risultano ancora latitanti. Tra loro c’è anche il fratello di Antonio Giardino, Alfonso, indicato dagli inquirenti come coinvolto in dinamiche che riguardano la ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto.

«La foto con Antonio Giardino e Tosi», ha spiegato Croce, «l’ho consegnata alcune settimane fa all’autorità inquirente. Voglio solo dire che Verona merita amministratori diversi da questi. Ed è per questo che rilancio con forza la Commissione Comunale Antimafia che tra gli altri compiti prenderà in mano ogni appalto e ogni subappalto degli ultimi 10 anni perchè venga tutto a galla». A rafforzare questa idea di «apparenti vicinanze», Croce ha mostrato anche un video del maggio scorso in cui il sindaco di Verona, nello studio di Telenuovo, dichiarava di non aver idea chi fossero i Giardino.

Tosi a Vvox commenta così: «In campagna elettorale, il sottoscritto ha fatto foto con chiunque e il 90 per cento lo si fa con persone che neanche conosci. Devo dire che ho fatto foto anche con Michele Croce… e spero che non mi porti sfiga». Secondo gli annunci dell’evento reperibili sul web, l’incontro è stato fatto nel caffè di Sommacampagna precisamente il 29 maggio 2015. Nell’intestazione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari a firma del gip Laura Donati si fa riferimento chiaro alle richieste pervenute dal pm. E lì ci sono due date: 2 dicembre 2015 e 21 aprile 2016. La foto è stata scattata prima che si sapesse, per tabulas, che l’Antonio Giardino era sotto indagine. Quel giorno, al bar, per Tosi e tutti i presenti, il trentanovenne calabrese era un cittadino che lanciava inviti sul web per recarsi al caffè. Risultato poi indagato. E la palla ora torna alla politica.