«Classe dirigente veneta, siamo dei minchioni»

Anche il consigliere regionale Antonio Guadagnini (lista Zaia) interviene sul caso delle ex popolari venete. «Siamo un governo di minchioni», commenta senza mezzi termini sul Mattino di oggi. Il governo veneto «segue l’onda, invece di dare indicazioni, di fare quadrato. Andiamo dietro alle azioni di responsabilità: loro ci mangiano il fegato e noi inseguiamo chi ci ha tagliato i capelli. Governo veneto? Siamo una banda di minchioni – insiste Guadagnini –, tra un po’ ci ricoverano perché incapaci di intendere e volere».

Secondo il consigliere di maggioranza, «la vera responsabilità di quello che è successo è fuori dalle due banche». Sì, «Consoli e Zonin possono aver liquidato pochi milioni a uno piuttosto che all’altro», ammette lo zaiano, «ma qui si parla di miliardi. E’ una responsabilità millesimale in quello che è successo». E cos’è successo? Guadagnini prova a ricostruire: «a inizio del 2015 arriva il decreto del governo Renzi: le banche sopra 8 miliardi di attivo devono trasformarsi in Spa. Sopra 8 miliardi ci sono 6 popolari già quotate e 2 non quotate, le venete. Che, oltre a dover andare in borsa passando da 40 euro a un bagno di sangue, devono chiedere ai soci un aumento di capitale perché sono variati i coefficienti di patrimonio di Basilea 3. È il fuggi fuggi generale».

«Io non so chi tira le fila – prosegue Guadagnini –. C’è sicuramente una squadra di persone che con le loro azioni portano a questo risultato». Un risutato che «giova a chi si prende le due banche: il fondo Atlante, il salvatore della patria». «Il fondo Atlante è finanziato in particolare da Unicredit, Intesa San Paolo e Poste Italiane. Chi ha beneficiato del fuggi fuggi dei correntisti per 8 miliardi di Vb e oltre 10 per Bpvi? Questa è l’entità dei depositi spariti dalle due banche: dove sono andati? Qualcosa sotto i materassi, ma il grosso di sicuro a Intesa, Unicredit e Poste». Ma non finisce qui: «Vb ha ancora a bilancio 2 miliardi di attivo, Bpvi credo 4 miliardi. Il fondo Atlante ha messo 2,5 miliardi e ha portato a casa 6 miliardi di attivo, più i 2,5 della sottoscrizione che si è tenuto perché le banche sono sue, e il liquido transitato dai correntisti. Hanno una montagna di clienti nuovi, hanno spazzato via la concorrenza nel Veneto. A chi giova? Ai sottoscrittori di Atlante».

Le colpe vanno addossate alla classe dirigente. Dopo aver svenduto Antonveneta e aver dato le due popolari ad Atlante, «ora tocca alle Bcc, costrette per decreto a entrare in una capogruppo con un miliardo di capitale. Guarda caso, Icrea, la banca di Roma, che comanderà le Bcc del Veneto. Qui – conclude la sua intervista Guadagnini – non abbiamo più una banca controllata da gente del territorio».