Carnevale a Verona, un “Bacanal” di polemiche

Lotte intestine minacciano l’organizzazione dello storico carnevale di Verona. Addirittura si paventa l’ipotesi dello scisma. Si apprende infatti dall’Arena, come il neo presidente del Bacanal, Valerio Corradi, parli apertamente di complotto a suo danno. «C’è stato il tentativo di far dimettere i membri del direttivo, facendomi cadere. E questo anche con telefonate “minatorie”. Sono molto dispiaciuto». Dietro queste manovre ci sarebbe l’assessore con delega ai rapporti con le organizzazioni del carnevale, Marco Ambrosini. Ambrosini voleva, e secondo Corradi vuole ancora, mettere Alberto Marchesini, uomo del sindaco, a capo del Bacanal.

Corradi contesta allora la riunione dei comitati convocata ieri da Davide Caldelli a Palazzo Barbieri e minaccia lo scisma: «usciremo dal Comitato centrale e organizzeremo da soli le nostre manifestazioni». La convocazione, secondo Corradi, è illegittima, poiché Caldelli «non presiedendo più il Comitato centrale, non ha autorità per chiamare a raccolta gli altri gruppi storici. Tra l’altro, in un luogo anomalo come Palazzo Barbieri, mentre le riunioni si dovrebbero tenere a San Zeno nella sede del Bacanal».

Dal Comune arriva la replica dell’assessore Ambrosini: «la contestazione contro Corradi non nasce in Comune, ma all’interno dello stesso Bacanal, attraverso ricorsi presentati da altri componenti del carnevale». Ambrosini commenta anche il possibile “scisma”: «Se Corradi vuole ridursi a organizzare una propria “sfilatina” a San Zeno, togliendo il Bacanal dal Comitato centrale, è libero di farlo. Ma sarebbe una scelta molto triste. Io, durante l’ultima assemblea, ho espresso il mio auspicio che le divergenze vengano finalmente superate, magari con un secondo incontro tra comitati».

Ph. carnevaleverona.it