Anni 2000 come dopoguerra: figli più poveri dei genitori

Un ritorno al passato in chiave negativa: i figli sono più poveri dei genitori, e forse destinati a rimanerlo. Non era mai accaduto dal Dopoguerra fino al passaggio del Millennio. Lo dice l’ultimo rapporto McKinsey dal titolo “Poorer than their parents? A new perspective on income inequality” (Più poveri dei genitori? Una nuova prospettiva sull’ineguaglianza dei redditi). Dalla Brexit a Donald Trump, il disagio sociale aumenta e porta i cittadini a non credere più ai benefici dell’economia di mercato, alla globalizzazione e al libero scambio.

C’è dentro tutto l’Occidente più il Giappone allo studio McKinsey ma è l’Italia a distinguersi per il primato negativo. È in assoluto il paese più colpito: il 97% delle famiglie italiane al termine di questi dieci anni è ferma al punto di partenza o si ritrova con un reddito diminuito. Al secondo posto arrivano gli Stati Uniti dove stagnazione o arretramento colpiscono l’81%. Seguono Inghilterra e Francia. A peggiorare la situazione dello stivale il fatto che non ci sia traccia di politiche sociali che riducano le diseguaglianze o compensino la crisi del reddito familiare.

I giovani di oggi sono la prima generazione, da molto tempo, che sta peggio dei genitori. «I lavoratori giovani e quelli meno istruiti – si legge nel Rapporto – sono colpiti più duramente. Rischiano di finire la loro vita più poveri dei loro padri e delle loro madri». E ne sono consapevole come conferma l’indagine.