«Governo vuole Pedemontana, Sis riveda piano economico»

Dopo l’ultima riunione del Cipe e l’autorizzazione al finanziamento di diverse grandi opere, nonché di importanti interventi di manutenzione, il Mattino di Padova di ieri presentava un’ampia intervista al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Molti i temi toccati riguardanti la nostra regione, a partire dai finanziamenti sbloccati per la Valdastico Nord e la terza corsia dell’A4 Venezia-Trieste. Per la prima manca però il progetto “trentino”: «è già stato compiuto un grande passo avanti», ribatte il ministro. «La “guerra dei trent’anni” fra trentini e veneti – gli uni arroccati sul veto, gli altri tentati dalla forzatura – sembrava precludere ogni intesa», osserva Delrio, «non è stato facile riportare le parti al tavolo, ho ancora nelle orecchie le proteste dei sindaci, ma finalmente è stata tracciata una rotta che rispetta gli accordi con l’Unione europea. Meglio un’arteria veloce e gratuita che un’autostrada impattante e onerosa. Finanziata la prima tranche, ora si tratta di progettare la seconda, di concerto con gli enti locali. Poi cercheremo le risorse. E le troveremo».

Il ministro non poteva esimersi dall’entrare nella complessa questione della Pedemontana: «Il Governo, nella sua collegialità, ritiene essenziale il completamento di Pedemontana Veneta», assicura il ministro. «Lo Stato ha già stanziato i 614 milioni pattuiti», ricorda Delrio, «che non devono finire in un buco nero. Detto ciò, si tratta di un project financing, dove l’onere del reperimento delle risorse spetta, per contratto, al concessionario privato: in passato lo Stato ha svolto spesso il ruolo di bancomat, stavolta, è bene essere chiari sul punto, non succederà». Secondo il ministro ora tocca a Sis rivedere il piano finanziario, secondo i dettami di Cassa depositi e prestiti: «faccia le correzioni del caso e le faccia bene. Anche se non abbiamo responsabilità dirette, il nostro sostegno non mancherà. Vogliamo fortissimamente che la Pedemontana diventi un asset di crescita, non un emblema di spreco».

Infine, l’intervista tocca altri due temi interessanti. Innanzitutto Delrio assicura un cambio di prospettiva di Anas, che «finora programmava gli interventi anno per anno, ora – afferma Delrio – abbiamo concordato un piano di medio periodo da 10 miliardi, in gran parte destinati alla manutenzione straordinaria: 245 milioni, ad esempio, andranno all’Orte-Mestre. Ma c’è di più. Anas assumerà la responsabilità di manutentare ampi tratti di rete di competenza locale, laddove le Province sono in difficoltà, e il Veneto sarà interessato per circa 600 chilometri di strade. Presto l’operazione sarà definita nei dettagli». Infine, una battuta sul futuro degli interporti veneti, in particolare Verona e Padova: «non competano tra loro ma concentrino le energie sulla conquista dei mercati del Sud Europa. Sono la nostra punta di diamante».