Nozze gay, Da Re (Lega): «nessun leghista le può celebrare»

Non sono passate neanche ventiquattr’ore da quando il sindaco leghista di Montebelluna Maurizio Favero ha detto, in merito alle unioni civili, che «la legge va applicata». E già il segretario “nazionale” veneto della Lega Toni Da Re dichiara alla Tribuna che «La Lega crede nella famiglia tradizionale, composta da un uomo e da una donna, pertanto nessun leghista può procedere alla celebrazione di matrimoni fra gay o lesbiche».

Una presa di posizione chiara ma non accompagnata da minacce di espulsioni o altri provvedimenti nei confronti dei sindaci che dovessero “sgarrare”. «Noi crediamo nel matrimonio previsto dalla Costituzione – ribadisce Da Re – so che le unioni civili sono legge e che un amministratore ha l’obbligo di rispettarla, ma basta che sia l’Anagrafe a provvedere, quindi eventualmente un suo delegato o incaricato».

Di altro avviso è invece monsignor Martino Zagonel, vicario della diocesi di Vittorio Veneto (dove ieri è stata celebrata la prima unione civile tra due omosessuali), che oltre a ribadire il valore del matrimonio aggiunge: «non è da sorprendersi che un amministratore possa, anzi debba applicare una legge dello Stato. E la sorpresa non ha motivo di esistere tanto più perché l’Unione civile, così come è stata codificata, non è affatto un matrimonio».