Padova, Muraro: «tornare “Milano del Veneto” si può»

Il presidente di Cassa di Risparmio del Veneto Gilberto Muraro, già Rettore dell’Università di Padova, presidente del Cda di Sinloc e vicepresidente di Antonveneta, in un’intervista al Mattino commenta l’operazione “Soft City” della Camera di Commercio euganea, che ha messo sul piatto tra i 70 e gli 80 milioni di euro per l’innovazione: «è una positiva scelta strategica che promette di attrarre altri investimenti».

«La Soft City – spiega Muraro – è infatti una buona idea per rafforzare quel tessuto d’innovazione in campo informatico e telematico, un autentico primato regionale, che Padova ha ereditato dalla Cerved del professor Volpato e che la scuola d’Ingegneria dell’Ateneo continua ad alimentare». Muraro sottolinea come il livello di attenzione attorno alle start up sia generalmente «molto alto» da parte del sistema del credito, ma attenzione: «bisogna pensare glocal».

«Con un occhio cioè alle potenzialità del territorio e l’altro a quelle dell’internazionalizzazione». L’esempio è quello di Intesa San Paolo, la capogruppo dell’istituto di Muraro, che «già dal 2014 si è dotata nella sua sede di Torino di un Innovation Center che conta già su molti collegamenti internazionali, da ultimo con Israele». «Da febbraio di quest’anno a Padova è attivo il primo punto territoriale per l’innovazione del Gruppo – sottolinea Muraro – a riconoscimento delle potenzialità del nostro territorio, esaltate anche dalla presenza di importanti incubatori d’impresa. Lavoriamo sul credito ma soprattutto sull’incontro di domanda e offerta attraverso appositi servizi».

«Padova è stata, con Verona, il polo della finanza veneta. Vantava inoltre la principale fiera e una tradizione commerciale di primo piano – conclude Muraro – tanto da venire chiamata la “Milano del Veneto”». L’auspicio di Muraro è che torni ad esserlo, valorizzando i propri asset: l’Università, il Santo e la ricchezza di opere d’arte, l’Interporto, la Fiera.

(Ph. da scuolavenetadipolitica.org)