Renzi, ma quanto ci costi?

Grazie alla “flessibilità” concessa dalla Ue si addensano fosche nubi sull’andamento del debito italiano

La grande libertà, concessa al capo del Governo, che gli permette di spendere i soldi degli italiani, specialmente dopo che l’EU ci ha riconosciuto altra “flessibilità” (che vuol dire poter spendere “di più”, rispetto ai parametri previsti), sta diventando un grosso problema per i nostri bilanci futuri. Ogni giorno veniamo bombardati da notizie poco credibili: il Paese è in crescita, la disoccupazione “giovanile” diminuisce dello 0,1 % (non si dice che in generale, però, aumenta dello 0,3 %), la ripresa pur al di sotto delle previsioni continua, il Debito Pubblico sta calando.

I dati reali, dicono esattamente il contrario, nel secondo trimestre 2016 la “crescita” del PIL è pari a “zero”, il Debito Pubblico in un solo mese è aumentato di 8 miliardi e 600 milioni di euro ed ha raggiunto il valore record di 2.248, miliardi e 800 milioni. Ciò conferma l’assoluta indifferenza per il futuro dell’Italia, da parte di Renzi, di Padoan, del PD e dei Compagni di cordata. Fatti due semplici conti veloci, ci accorgiamo che in SOLI due anni il Debito è salito di 156 miliardi e 540 milioni di euro. Da questi dati, emergono scenari che dovrebbero fa riflettere, non solamente chi è contrario ai Governi di sinistra (in carica da 5 anni), ma soprattutto i sostenitori di Renzi. Ogni italiano (anche quelli appena nati), alla data del 30.4.2014, aveva un debito “pro capite” di 35.569 euro, al 30.6.2016 si rileva un aumento di 2.475 euro, che porta così il gravame complessivo (“pro capite”) a ben 38.044 euro.

Negli stessi due anni, solo di “interessi” per l’ulteriore Debito Pubblico, come già detto in precedenza di 156 miliardi e 560 milioni, generato dalla politica di Renzi, al tasso medio “sui debiti”, che va da 3,5% al 3,7%, dovremo pagare, oltre agli interessi per il debito precedentemente consolidato, altri 5 miliardi 200 milioni in più. Conclusione, anche un bambino capisce che la politica dello spreco o della spesa, comunque la si voglia considerare, fa aumentare non solo il Debito, ma anche gli “interessi passivi” sul Debito stesso, che vengono regalati a coloro i quali “speculano” sull’inadeguatezza delle nostre scelte politico-economiche e che si possono facilmente identificare nei beneficiari delle scelte del Governo in carica.