Buchi neri, vicentina l’idea per “esplorarli”

Sabino Matarrese, 60 anni, residente a Vicenza e docente di cosmologia e astrofisica all’università di Padova, è una delle menti che hanno messo a punto il metodo utilizzato nell’esperimento di Jeff Steinhauer dell’Istituto di tecnologia di Haifa, in Israele, per provare la teoria dei buchi neri formulata da Stephen Hawking quarant’anni fa. Secondo il Giornale di Vicenza, il “trucco” che sta alla base del metodo di Matarrese è quello di ricreare in laboratorio la “riproduzione” di un buco nero, con condizioni analoghe ma ovviamente molto meno pericolose.

«Nell’articolo pubblicato su “Nature Physics” – racconta Matarrese – l’autore ricorda il contributo decisivo di due gruppi di ricerca italiani, uno di Trento, l’altro della Sissa di Trieste, coordinato da Stefano Liberati». E quest’ultimo studio, a sua volta, cita quella di Matarrese tra le ricerche più importanti del settore: «ho lavorato sulla “analogue gravity” trent’anni fa – conferma il docente universitario – pensando di utilizzare i fluidi. Come ha fatto Steinhauer. In effetti la strada che avevo imboccato si è dimostrata promettente. Io mi sono poi dedicato ad altri ambiti di ricerca, ma vedo che chi ci lavora mi riconosce di essere stato un pioniere».