Asco in Borsa, i sindaci contrari: «Rizzotto si dimetta»

Forte contrarietà, secondo quanto riportato dalla Tribuna, sarebbe diffusa tra i sindaci nei confronti della decisione di quotare in Borsa Asco Tlc, la controllata di Asco Holding di Pieve di Soligo specializzata in telecomunicazioni e infrastrutture digitali. Una scelta, votata da due cda, che costa qualche attacco esplicito e molti malumori alla presidente dell’holding Silvia Rizzotto. Che, secondo alcuni, dovrebbe addirittura lasciare il proprio incarico.

«Rizzotto dovrebbe dimettersi – dice il sindaco venetista di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski – gliel’ho già detto: c’è un ampio conflitto di interessi nel suo doppio ruolo di presidente di Asco Holding e capogruppo in Consiglio regionale», dove è eletta nella lista Zaia presidente. «La quotazione di Asco Tlc mi pare quantomeno prematura – prosegue il primo cittadino – al primo anno di utili si va subito in Borsa, mah… mi pare strano».

«Non so quale sia la logica – si chiede Szumski – ci sarà qualche debito da saldare? Rizzotto è una decisionista, se si sente così sicura evidentemente avrà qualcuno che la avalla». «Mi pare chiaramente una scelta politica», conclude. Anche il sindaco di Villorba, Marco Serena, esprime alcune perplessità, senza tuttavia chiedere le dimissioni di Rizzotto: «quanto verrà raccolto dalla quotazione? Sei milioni di euro o poco più? Ha senso andare in Borsa, con i costi che ci sono per raccogliere una somma del genere, quando basterebbero tre anni o poco più di utili? E poi quotarsi significa avere l’“intrusione” magari di un nuovo socio forte che poi vuole avere voce in capitolo in fatto decisionale».