Padova, Caritas: azzerati fondi pubblici

Il taglio dei fondi questa volta colpisce il poliambulatorio di via Duprè, all’Arcella. Uno spazio medico gestito fino ad oggi dalla Caritas Diocesana insieme al Cuamm Medici con l’Africa, come spiega il Mattino. Prestano soccorso a migranti e a minori non accompagnati ma, come sottolineano i dati, nell’ultimo periodo il 33% del totale dei pazienti sono anche italiani. La convenzione con il Comune, iniziata nel 2005, comprendeva l’utilizzo gratuito della struttura e una spesa di 14 mila euro da versare alla Caritas. Quest’anno l’amministrazione ha deciso di tagliare i fondi: confermata la collaborazione con le associazioni e lo spazio rimane in comodato d’uso, ma chi ci lavora dovrà farlo a proprie spese.

Don Facco commenta: «certo era meglio avere anche un budget a disposizione ma andremo avanti lo stesso: il nostro servizio continua con o senza fondi pubblici». I medici sono già tutti volontari, i soldi servono per farmaci, presidi medico-sanitari e attrezzature. Se dalla Caritas nessuna polemica sulla decisione, è durissima invece la reazione dell’opposizione, di cui si fa portavoce il consigliere dem Massimo Bettin: «una scelta cattiva in primis da un punto di vista umano ma anche un atteggiamento amministrativo da fette di salame sugli occhi. Come non capire che la salute è un bene per la comunità, unico e indivisibile? Come essere così miopi da non comprendere che per fare un odioso “dispetto” ai poveri, tra cui centinaia di nostri anziani e minori, si danneggia tutta la comunità da un punto di vista della sicurezza sanitaria?».