Sottomarina, bancarelle sulla spiaggia sott’accusa

«Non è possibile che, sette giorni su sette, questi abusivi abbiano il controllo della riva». E’ solo una delle tante lamentele, raccolte dalla Nuova Venezia, che si levano contro il fenomeno dei venditori ambulanti di Sottomarina. Che avrebbero preso possesso del bagnasciuga, perdendo la loro qualifica di ambulanti e preferendo piuttosto esporre i propri prodotti su asciugamani posati a terra o su tavolini pieghevoli. Trasformando la riva in un bazar a cielo aperto. «D’altronde, se sono così spavaldi, un motivo ci sarà: evidentemente hanno capito che nessuno gli farà mai nulla e quindi si permettono di fare il bello e il cattivo tempo, senza problemi».

«Ogni giorno c’è chi viene da noi a protestare per l’occupazione del bagnasciuga – racconta il responsabile del complesso Canarin, Stefano Boscolo – l’aspetto paradossale è che sulla battigia è vietato per chiunque sostare: noi stabilimenti se mettiamo un lettino oltre le corde veniamo multati, anche i bagnanti vengono subito ripresi al minimo sgarro, ma questi irregolari invece possono fare quello che vogliono: alcuni di loro, una minima percentuale in realtà, sfoggia qualche licenza, ma si tratta sempre di permessi per la vendita itinerante, certo non per bancarelle fisse! Mi chiedo poi come paghino tasse e Iva…».

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