Grecia e azionisti banche venete, sacrifici inutili

La regola è: prima ti ammazziamo, e poi ti chiediamo scusa

Testicoli sesquipedali ha un impatto erotico sarcastico superiore al più comune teste di cavolo, con cavolo pronunciato con due zeta. L’aggettivo sesquipedale nelle sue accezioni: enorme, smisurato, madornale, è figurativamente più efficace anche del semplice accrescitivo anatomico -one, perché l’utilizzo di testicolo sesquipedale ha valenza soprattutto nei confronti di chi mente sapendo di mentire, oppure omette scientemente informazioni che potrebbero inficiare le affermazioni espresse, ed esclude chi, per impossibilità o negligenza, accetta la condizione di -one, di solito accostato al pube femminile nelle cementificate lande venete. Mi riferisco alla quasi totalità della nostra classe digerente e ai loro consapevoli complici dell’informazione mainstream.

Per esempio non è stata data nessuna informazione sull’indagine interna del Fondo Monetario Internazionale che denuncia il più grave episodio nella storia dell’istituzione di Bretton Woods in merito alla gestione della crisi dell’eurozona e della crisi greca in particolare. Il FMI (in foto la presidente, Christine Lagarde) chiede scusa per il sacrificio inutile imposto alla Grecia. La regola è: prima ti ammazziamo poi ti chiediamo scusa, ma te lo chiediamo in modo tecnico, lo pubblichiamo nei nostri report tecnici, ma non te lo spieghiamo. Tecnicamente si tratta di un errore di stima sul moltiplicatore fiscale della Grecia. Praticamente significa che tutti i sacrifici fatti dai greci, e dagli italiani, sono inutili. Compresi i sacrifici dei nostrani azionisti delle banche venete. Il moltiplicatore fiscale, assieme al moltiplicatore monetario, è un numeretto che ci dice come, quanto e in che direzione agiscono gli interventi del governo e dell’autorità monetaria nella gestione della crisi.

Se ipotizzo che il moltiplicatore fiscale è 0,5 allora una diminuzione delle spesa pubblica ha effetti positivi sia sull’economia che sul debito pubblico. Ma se ipotizzo uno 0,5 e pianifico le scelte economiche di austerity su questo dato, ma nella realtà il moltiplicatore fiscale è superiore all’uno, come il caso della Grecia e dell’Italia, una diminuzione della spesa pubblica ha effetti contrari a quelli auspicati, il risultato sarà un aumento del debito pubblico, una diminuzione del PIL, un aumento del rapporto deficit/PIL e un aumento della disoccupazione. La porcata consiste nel fatto che tutti gli esperti economici a livello mondiale sanno che i moltiplicatori fiscali reali di quasi tutti i paesi sono superiori ad uno, e sono casi rari, quasi inesistenti, i moltiplicatori fiscali reali sotto l’uno.

La logica dell’austerity per funzionare ha bisogno che il moltiplicatore fiscale sia inferiore a uno, se è superiore l’austerity non funziona. Le aziende chiuse o fallite, i disoccupati, gli azionisti espropriati hanno cominciato ad assaporare il gusto della disinformazione. Spero che fra questi non vi siano anche coloro che hanno festeggiato all’avvento di Monti & C. Forse qualcuno comincia a capire che uno dei principali mantra della disinformazione è in realtà uno specchietto per gli allocchi. Mi sono preso la briga di mettere in e-book, “el mona sa tutto”, un centinaio di pagine per spiegare come ci stanno imbrogliando. Per adesso quello che posso fare è informare.