Bcc, il risiko (con tensioni) fra Veneto e Trento

La riforma del credito cooperativo impone che a capo delle 358 Bcc italiane ci sia un unico Gruppo. Tuttavia, secondo quanto si legge sul Giornale di Vicenza, starebbero sfumando le ipotesi di un accordo tra Iccrea e la trentina Cassa centrale banca. Attorno a cui si starebbe formando un secondo grupo di Bcc, la cui nascita dovrebbe formalizzarsi entro ottobre. Questo, almeno, sembra essere l’obiettivo delle Bcc “ribelli”. E su questa seconda strada che si sta aprendo, la Federazione veneta delle Bcc «rischia di spaccarsi in due», dato che molti istituti veneti sono clienti di Trento servizi della Cassa centrale.

«Mi risulta che il tavolo per il polo unico sia ancora attivo – dice il presidente della Federazione Ilario Novella – ma in questo momento, Cassa Centrale fa bene sentire la base e valutare la creazione di un polo alternativo al gruppo unico». Novella, che si è mantenuto equidistante da Iccrea e Cassa centrale, dice però che «il gruppo unico non si deve fare a qualsiasi costo, va condiviso». «Credo – prosegue il presidente – che non sia solo una questione di servizi, ma sia soprattutto la necessità di tutelare lo storico patrimonio di Cassa Centrale, fatto di relazioni, know how e buon governo, che, nel caso del gruppo unico, rischierebbe seriamente di sparire nei corridoi di Roma. Quello del polo nordestino è un progetto ipotizzato da tempo».

Tags: