Mose, “grande opera” al primo test fa flop

«Stiamo accertando quanto successo e abbiamo predisposto un sistema di monitoraggio continuo e di pulizia dei cassoni». Il commissario del Mose Luigi Magistro cerca di difendere la credibilità del sistema, che al primo test di sollevamento ha fallito clamorosamente: secondo la Nuova Venezia, dopo due anni di inutilizzo, il meccanismo delle paratoie è stato “bloccato” dall’accumulo di detriti e sedimenti. Paratoie che nel 2013, in occasione dell’inaugurazione della primavera del 2013, sembravano ultimate.

Ma che dopo due anni di stop, dovuti all’inchiesta e agli arresti che ne sono conseguiti, sono punto e a capo: l’ultimo test, effettuato nel maggio scorso, aveva inizialmente dato «buon esito, passo importante verso la realizzazione del progetto Mose». Dopo poco, però, i tecnici erano dovuti tornare sui propri passi ammettendo che due paratoie non avevano funzionato.

Erano rimaste nei loro alloggiamenti, gli enormi cassoni in calcestruzzo posati sui fondali, senza nemmeno alzarsi. La spesa destinata alla manutenzione, 80 milioni di euro all’anno, dovrà quindi coprire anche la pulizia dalle incrostazioni e dalle alghe, la verniciatura delle 79 paratoie e la pulizia dei fondali oltre che delle intercapedini dove si accumulano i sedimenti. Altrimenti il Mose rischia, come ha mostrato il test di maggio, di non funzionare.